Italiano: Ciao a tutti! Oggi vorrei condividere con voi la nuova funzionalità del mio blog dedicata al siku! Ora potete suonare il siku direttamente sul mio blog utilizzando il simulatore interattivo. Basta cliccare sui fori del flauto per sentire i suoni del siku. È perfetto per capire l'accordatura del siku che suono e suonare le canzoni usando le tablature. Non solo, ho esteso questa funzione a tutti i post del blog che presentano i tutorial con le tablature delle canzoni. Chamampi sikuri! 🎶
Español: ¡Hola a todos! ¡Hoy quiero compartir con ustedes la nueva función en mi blog dedicada al siku! Ahora pueden tocar el siku directamente en mi blog utilizando el simulador interactivo. Simplemente hagan clic en los agujeros de la flauta y disfruten de los sonidos del siku. Es útil para entender la afinación del siku que utilizo y para tocarlo utilizando las tablaturas. Y, entonces, ¿adivinen qué? He extendido esta función a todas las publicaciones del blog que tienen los tutoriales con las tablaturas de canciones. ¡Chamampi sikuri! 🎶
English: Hello everyone! Today I'd like to share a new feature on my blog dedicated to the siku! Now you can play the siku directly on my blog using the interactive siku simulator. Just click on the flute holes and experience the amazing sounds of the siku filling the air. It's perfect to understand the tune of the siku I play and to play siku songs using the tablatures. And guess what? I've extended this feature to all the blog posts that have tutorials with song tablatures. Chamampi sikuri! 🎶
Una pandemia fa, feci l'ultimo viaggio estero in terra incognita. Era dicembre 2019, ed essendo appena tornato dalla Cina e non sospettando minimamente la prossima impossibilità di viaggiare per lunghe distanze, scelsi con mio padre di fare un salto in Svizzera. Dietro l'angolo, eppure non ci ero mai stato.
Ricordo che da piccolo, quando mio padre andava in Svizzera, tornava sempre pieno di cioccolata. Di tutti i tipi, gusti, forme. Essendo passato molto tempo da allora, se la cioccolata non va a Gabriele, Gabriele va alla cioccolata.
Siamo andati prima a Schwyz, che noi traduciamo indecentemente in Svitto. Ma che è?!? Ma vergogniamoci!!! Peggio di Mainz che diventa Magonza, il che pensavo fosse impossibile.
C'è da dire che in Francia Ajaccio si legge asjaxio, quindi i francesi devono vergognarsi molto di più.
Schwyz è bella. Nei dintorni c'è un bellissimo lago e si vedono le montagne innevate, cosa incredibile se si pensa che siamo in Svizzera.
Lo so che state pensando a Heidi perché siete persone tristi e banali. Come me che ho pensato la stessa cosa appena varcato il confine.
Ad ogni modo Schwyz è praticamente dove è stata concepita la Svizzera, infatti i nomi sono molto simili. È preservata anche una copia della costituzione svizzera in un museoche io non potevo esimermi dal visitare.
Ho cercato di autoproclamarmi Imperatore della Svizzera apponendo la mia firma sulla costituzione, ma un vetro appositamente appostato mi ha precluso questa possibilità. Popolo ingegnoso gli svizzeri, non gliela si fa.
La costituzione svizzera, siore e siori
Il giorno successivo siamo andati a Lucerna, dove c'è un bellissimo ponte tutto in legno chiamato Kapellbrücke. Nel passato prese pure fuoco, ma eccolo qui, maestoso e imponente. Perché a Kapellbrücke manco il fuoco lo butta giù, se ne fotte.
E dopo Schwyz anche Lucerna promossa. Tra l'altro fu qui che bevvi la Vivi cola, cosa alquanto esilarante dato che la mia guida turistica, nonché amica che ero venuto apposta a trovare, si chiama proprio Vivi. Ovviamente ne ho bevuta una per l'occasione. Veni vivi bevi.
Il giorno successivo abbiamo salutato Vivi e siamo tornati nel cantone italiano, a Lugano. Dove ho visto una delle cose più belle e insperate.
E mi tornarono alla mente ricordi bellissimi. Che voglia di StraLugano!
E niente, Lugano è molto bella anche lei. Per il lago, per le chiese, per il suo continuo saliscendi. La chiesa più bella è sicuramente quella di Santa Maria degli Angeli, con dei bellissimi affreschi al suo interno (link).
Sorvolo sull'hotel. Anzi no, non avevamo nemmeno la luce in camera.
Penultima tappa, quella che meglio ci definisce: belli in zona, ovvero Bellinzona. E i suoi tre castelli medievali, davvero belli in zona. Mica come noi due.
"Che poi mi guardi in faccia e dici dov'è che vuoi che andiamo con ste facce io e te?" (883)
Che mica posso sempre citare filosofi greci, oh.
E dopo i castelli, mostriamoli un po', sti due belli in zona.
Adesso sapete a cosa devo la mia tracotante bellezza di Adone: è semplice genetica.
Ultima tappa: Locarno. Altro giro, altro lago.
Promossa anche questa, meno il postaccio dove abbiamo mangiato. "Mai andare alla cieca senza il fido tripadvisor", mi dissi. Senza imparare nulla, dato che l'ho rifatto altre volte in seguito con il medesimo risultato. Ne riparleremo.
E come al solito, il mio souvenir è la musica. A questo giro il regista è mio padre, quindi è un prodottino tutto in famiglia. Buona visione!
Nel primo video sul finale un senzatetto si è avvicinato per chiedermi informazioni sul siku, non solo stuzzicando la mia autostima, in quanto ho snocciolato qualche chicca, ma anche aiutandomi a praticare il mio tedesco arrugginito (che è rimasto tale da allora). Gliel'ho anche fatto suonicchiare, era eccitato come un bambino. Wie cool!
E con questa abbiamo finito. Alla prossima e come sempre: chamampi sikuri!
Metti un giorno di novembre a Datong. Un giorno di freddo fottuto a -10°C. Un giorno in cui nonostante tu sia più imbacuccato di un eschimese al Polo fra guanti, cuffie, cappucci e sciarpe, i cinesi riescono comunque a riconoscere che tu sia straniero e volersi fare foto con te.
Ecco, in un giorno così io sono salito sulle mura. Rischiando una finaccia peggio di Di Caprio in Titanic.
Altri 5 minuti Rose, o tutta l'eternità. C'era spazio anche per me comunque, stronza.
Risultato: gelo più totale, come avere il corpo trafitto da mille lame (cit.). Se novembre nello Shanxi è così, non oso immaginare l'inverno inoltrato.
Ma per il bene della musica, del viaggio in sé, nonché di questo blog spumeggiante: questo e altro. Armato del mio siku decido comunque di fare un video. Anche se non c'è un cristiano temerario come me in tutti i 7.2 chilometri di muraglia. Nemmeno il servizio noleggio biciclette o quello dei buggy elettrici sono attivi. Io, le mura e il freddo. Nessun altro.
Mi arrangerò. Never gonna give you up! ♫
Cammina, cammina... mentre la tormenta infuria... ed ecco spuntare una pagoda all'orizzonte. Location trovata.
Prima mossa, togliere i guanti. E già lì uno dovrebbe desistere, visto che in pochi istanti cominci a perdere la sensibilità delle dita.
E invece no, provo maldestramente a sistemare la camera su un supporto stabile e isolato dalla borella che tira come nemmeno a Trieste. Estraggo il siku dalla sua custodia e cerco a spanne di rientrare nell'inquadratura.
Penso che questa sia la mia esecuzione di "Sorpresivamente" più veloce di sempre. Dolorosa, letteralmente agghiacciante, ma per questo storica.
E poi un finale tutto da gustare! E quindi... gustatevelo!
Chamampi sikuri e alla prossima, sempre su questi schermi!
...
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Rieccoci, dopo mesi dovuti ai miei numerosi impegni lavorativi, ad un altro emozionante capitolo delle "Conache dal Myanmar". Sì, mi sono trasferito a Zhengzhou, in Cina. Lavoro h24 o quasi, mi piace il lavoro, ho visitato numerose nuove città (Lanzhou, Nanchino, Hangzhou, Suzhou... etc.etc.etc.) e quindi rimanete incollati allo schermo cari lettori, more is coming.
Ultimo giorno a Bagan. Volevo vedere l'alba una seconda volta ma alla fine cancello l'idea, peccato che lo staff del mio hotel si sia dimenticato di darne notifica alla mia guida, che quindi mi aveva aspettato sveglio dalle 4.30 fino a quando ci siamo incontrati alle 7.30. Rimarrò mortificato per il resto della giornata.
Capitolo sandali: ne compro di nuovi per prevenire l'amputazione di entrambi i piedi. Capitolo SIM: non funziona quella comprata a Yangon al mio arrivo, quindi... nuova SIM. Che disavventure miei cari lettori!
La mattina si va in un villaggetto fra i più antichi della zona, ovvero Minnanthu.
Carino ma molto molto turistico. Ci vivono molti artigiani che vendono le loro opere come souvenir.
Nel resto della giornata si va per templi, tanti. Due mi sorprendono particolarmente.
Al primo non avrei dato una lira. Molto piccolo, entrata chiusa. La mia guida ottiene le chiavi da una signora appostata lì vicino. Eh sì, forse avere la guida serve non solo ad avere un'infarinatura della storia, ma anche ad accedere a luoghi poco battuti.
Entriamo in questo tempio, sentiamo subito i pipistrelli stridere e nascondersi nel buio del soffitto. Non filtra nemmeno un raggio di sole. Al tatto sento dei ricordini sotto i piedi dei pipistrelli sovrastanti. Mi chiedo se valga la pena di addentrarsi, fino a quando la mia guida accende la torcia.
Sembravano disegnati con il pennarello, ciononostante la mia guida mi fa presente che questi affreschi, che ancora mantengono i colori dell'epoca, abbiano oltre mille anni.
Il secondo tempio ad avermi impressionato conteneva un Buddha interamente costruito in mattoni.
Sono rimasto lì a contemplarlo, un po' per necessità visti i chilometri percorsi e la necessità di prendere fiato, un po' perché mi ha dato proprio una sensazione di pace, di trascendenza nel tempo.
Un dettaglio della mano
Il classico leone all'entrata
Anche oggi niente tramonto, vorrà dire che questa cartolina mancherà. Ce ne sono altre, non ci si lamenta!
Ad esempio queste, molto nature.
Al rientro commissiono a un falegname del posto di farmi un souvenir su misura: un tempio e una stupa di legno. Legno di Bagan, realia di Bagan: souvenir perfetto.
Il giorno dopo è tutto pronto per il Monte Popa. Si salta in macchina e si parte. Sosta turistica a una specie di taverna dove cercano di vendermi dell'alcol. Thanks but no thanks. Ovviamente fa parte del gioco... in Perù ce n'era uno a ogni punto di interesse turistico e la nostra guida interrompeva la visita perché dovevamo comprare cazzate in questo o quel posto, provocando la mia ira. In questo caso è successo solo una volta, quindi va bene così.
Nel momento di rifiutare il grappino i locali mi guardano straniti vedendomi mentre rido da solo come un imbecille pensando alla seguente barzelletta: "Francesco, vieni di là che ci ubriachiamo!" "Ma io sono astemio" "Vabbè, Astemio, vieni di là che ci ubriachiamo!"
All'arrivo, piove a dirotto. Eh vabbè, ho scelto io di venire agli sgoccioli della stagione delle piogge. Sgoccioli in termini di tempo ovviamente, perché viene giù ben più di qualche goccia.
Peppì, hai chiuso le finestre che piove?
Nel frattempo, aspettando che finisca di piovere, visitiamo un tempietto Nat, il culto degli antenati di cui ho parlato in precedenza.
La pioggia scende e allora con un po' di coraggio cominciamo la salita più antigienica di tutti i tempi, alla volta della cima del Monte Popa.
Nebbia in Val Birmana ♫
Dall'alto la vista è scarsa vista la nebbia, ma io che sono settentrionale non mi scandalizzo.
Si gira un po' in cima, dove c'è un tempio e altri spazi di preghiera. In una bella giornata il panorama deve essere bellissimo, ma pazienza, è l'esperienza che conta.
Mentre scendiamo, passo dal "visitare un'attrazione" ad "essere un'attrazione", quando schiere di donnine smaniano per fare la foto con il sottoscritto. Non le biasimo, avendo quel tipo di corpo che attrae ambo i sessi (semicit.)
Eccovi il photoshooting, sono disposto a fare la foto con voi previo compenso negoziabile.
In base a quanto detto dalla mia guida, alcune di loro non avevano mai visto uno straniero e all'inizio si erano spaventate. Ne approfitto per discutere un po' con la mia guida. Mi incuriosisce sentirgli dire ogni volta che nella loro cultura donano oggetti rappresentativi di un determinato beneficio che chiedono al Buddha o al Nat. Per esempio la frutta per richiedere fertilità, l'acqua per la purezza e così via.
E allora gli chiedo se abbia senso fare un dono vincolandolo ad un favore da "ricambiare", al che arriviamo ad una fase un po' di stallo per poi giungere alla conclusione che Buddha non fa favori in base ai regali che gli vengono fatti e che il tutto ha mero valore simbolico. Il bene si fa e basta, non si ricambia.
Torniamo in macchina e sulla strada verso Bagan noto ancora tantissimi mendicanti. Con le mani chiedono alla macchina di fermarsi e la seguono anche dopo che la macchina è passata oltre. So di fare in generale itinerari abbastanza turistici, ma dopo il problema con la popolazione musulmana, ecco un'altro aspetto tragico del Myanmar fino ad allora invisibile.
Salutiamo il Monte Popa, questa volta con il sole.
Pranziamo vicino al Tempio di Ananda, in un ristorante chiamato Golden Myanmar. Riso, pollo al curry e varietà di salse DE-LI-ZIO-SE.
E visto che è l'ultimo pomeriggio a Bagan, si girano ancora un po' di templi random. Perlopiù pacifici, in mezzo al verde, su sentieri poco battuti. Il tempo è sereno, con l'e-bike e il vento nei capelli mi chiedo come io sia arrivato a tutta questa bellezza, quanto merito ci sia nelle mie scelte e quanta invece sia fortuna. Poi smetto di farmi domande, apprezzo il paesaggio e ringrazio di ciò che sto vedendo.
La serata è stata strana. È stato un po' come avere malinconia di un posto che non hai ancora lasciato. Sono andato a mangiare in un ristorante che ho trovato camminando un po', con quella voglia di perdersi, che magari ci si perde a tal punto di non trovare più la strada per tornare, e quindi ci si può raccontare la bugia di essere stati costretti a restare dal fato.
Al ristorante, per una volta, evito il curry.
E poi, sento una madre intonare una cantilena per il suo bambino, e la serata se ne va via con quella ninnananna.
Prima di salutarvi ed invitarvi al prossimo post (che spero richieda meno di 7 mesi stavolta), non posso mancare di condividere uno dei miei consueti video musicali :)
C'era un buddha sulla mia destra, ma come mi ha insegnato una mia amica giapponese, non è molto rispettoso riprenderlo... errore che ho commesso in passato. Pertanto, focus sul meraviglioso Monte Popa sullo sfondo. Buona visione e a presto! :)