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venerdì 13 febbraio 2026

Vivere la vita è una cosa veramente grossa

...eh sì, per fortuna, a volte succede! Troppo impegnato a viaggiare per scrivere sul mio blog di viaggi!

Sono reduce da alcuni mesi cileni in cui ho visitato luoghi come:

- La Regione dei Laghi
- Il Deserto dell'Atacama
- La Valle dell'Elqui
- Valparaiso, Viña del Mar e Maitencillo
- Santiago
- La Patagonia
- Rapa Nui (per la seconda volta).

Inoltre, ho visitato l'Argentina per ben due volte, Mendoza prima, Buenos Aires poi.

Roba da scriverci un libro più che un post sul blog.

Rivedere i moai, vedere animali mai visti prima, salire su un vulcano per la prima volta, incontrare lontani parenti discendenti di antenati che hanno lasciato l'Italia a inizio Novecento...

...queste sono solo alcune delle cose che ho fatto in questi mesi. Come si può raccontare tutto questo e continuare ad avere una vita sociale e rimanere produttivi sul lavoro? Impossibile!

Ma una cosa posso farla... una bella carrellata dei posti che ho visto in Cile, con commento annesso.



La Regione dei Laghi

Puerto Varas, Frutillar, Pucón. Posti molto pittoreschi. Fondate da coloni tedeschi, sembra appunto un po' la Germania in Sudamerica.

Highlight del viaggio: salire sul vulcano Osorno avvolto dalle nuvole e dalla nebbia, che si sono diradate proprio quando siamo arrivati in cima.




Il Deserto dell'Atacama

Ho visto i geyser per la prima volta, galleggiato nella Laguna di Baltinache (io che so a malapena nuotare), le saline di Piedras Rojas e soprattutto il cielo in uno dei luoghi con meno inquinamento luminoso al mondo, di notte.

Ho visto il cielo per la prima volta nella mia vita a 36 anni. Livello 1 nella scala di Bortle, la Via Lattea nitidissima.

Non esiste opera d'arte umana che possa pareggiare lo spettacolo che la natura ci ha offerto quella notte.




La Valle dell'Elqui

Luogo di importanza culturale in quanto ci è nata e vissuta la scrittrice e poetessa Gabriela Mistral, premio Nobel amatissima in Cile. Ha molto da offrire da un punto di vista naturalistico, ed è anche un luogo curioso per chi crede negli UFO.

Highlight del viaggio: l'osservazione delle balene, che ha portato a vedere anche i delfini, che ha portato a vedere anche i leoni marini, che ha portato a vedere anche UN pinguino di Humboldt... che al mercato mio padre comprò.





Valparaiso, Viña del Mar, Maitencillo

A un paio d'ore da Santiago. Maitencillo è una località turistica meno mainstream delle prime due, ma fare il bagno in spiaggia è stato impossibile, troppo freddo! Viña del Mar un po' più posh e molto graziosa. Valparaiso decadente, fa strano pensare che sia patrimonio UNESCO, ma la decadenza crea un fantastico contrasto con i colori delle case e i numerosi murales sparsi per la città. Inoltre, uno degli highlight del mio soggiorno cileno è stato sicuramente vedere gli Inti Illimani dal vivo, in concerto.





Santiago

Una città oggettivamente non particolarmente bella, ma piena di carattere e personalità. Per me ormai è una seconda casa, per quanto ci abbia passato solo alcuni mesi della mia vita. Le Ande innevate d'inverno sono uno spettacolo giornaliero che mi è entrato nel cuore e ci resterà per sempre.






Rapa Nui

La mia seconda volta a Rapa Nui. Spero che ci possa essere una terza. È semplicemente il luogo più magico del mondo, perché in realtà è come se fosse su un altro pianeta. Otro mundo en este mundo.




La Patagonia

La grande sorpresa del viaggio. Non avrei immaginato che potesse davvero riuscire a meravigliarmi così tanto spesso. Ogni giorno qualcosa di nuovo, di bello, di emozionante. Natura, storia, cultura. Abbiamo visto sia i pinguini reali che quelli di Magellano. Imparato la storia del popolo Selk'nam. Abbiamo attraversato lo Stretto di Magellano. Abbiamo visto il Ghiacciaio Grey, dove ho suonato il siku davanti a decine di persone. Lacrime di gioia al pensiero. Cuore caldo di emozioni. Occhi pieni di immagini. 







Questo non può che essere un sommario, che servirà a parlare più nel dettaglio di questo viaggio. Non so quando, non so come, non so dove, ma spero di riuscirci.

Non dimenticherò mai il Cile e non può che essere un arrivederci.

¡Viva Chile! ¡Chamampi sikuri!



"Vivere la vita è una cosa veramente grossa
C'è tutto il mondo fra la culla e la fossa
Sei partito da un piccolo porto
Dove la sete era tanta e il fiasco era corto
E adesso vivi
Perché non avrai niente di meglio da fare
Finché non sarai morto

La vita è la più grande ubriacatura
Mentre stai bevendo intorno a te tutto gira
E incontri un sacco di gente
Ma quando passerà non ti ricorderai più niente
Ma non avere paura, qualcun' altro si ricorderà di te
Ma la questione è... perché?
Perché ha qualcosa che gli hai regalato
Oppure avevi un debito e non l'hai pagato?
Non c'è cosa peggiore del talento sprecato
Non c'è cosa più triste di un padre che non ha amato

Vivere la vita è come fare un grosso girotondo
C'è il momento di stare su e quello di cadere giù nel fondo
E allora avrai paura
Perché a quella notte non eri pronto
Al mattino ti rialzerai sulle tue gambe
E sarai l'uomo più forte del mondo
Lei si truccava forte per nascondere un dolore
Lui si infilava le dita in gola
Per vedere se veramente aveva un cuore
Poi quello che non aveva fatto la società l'ha fatto l'amore
Guardali adesso come camminano leggeri senza un cognome

Puoi cambiare camicia se ne hai voglia
E se hai fiducia puoi cambiare scarpe
Con scarpe nuove puoi cambiare strada
E cambiando strada puoi cambiare idee
E con le idee si cambia il mondo
Ma il mondo non cambia spesso
Allora la tua vera rivoluzione sarà cambiare te stesso

Eccoti, sulla tua barchetta di giornale
Che sfidi le onde della radiotelevisione
Eccoti, nel tuo monolocale che scrivi una canzone
Eccoti, lungo la statale che dai un bel pugno a uno sfruttatore
Eccoti, in guerra nel deserto che stai per disertare
E adesso... eccoti sul letto che non ti vuoi più alzare
E ti lamenti dei governi e della crisi generale
Posso dirti una cosa da bambino?
Esci di casa, sorrdi, respira forte
Sei vivo, cretino"

mercoledì 6 agosto 2025

E quindi uscimmo a riveder le stelle ✨

 Cile, Deserto dell'Atacama, anno 2025.

Occhi al cielo nella notte cilena, un cielo che ottiene il punteggio di 1 nella Scala del cielo buio di Bortle, vale a dire il livello più chiaro e limpido che potete immaginare.

La distanza da quelle stelle ridotta a pochi chilometri da un telescopio.

Vedere le stelle bruciare e muoversi nello spazio, il silenzio e l'oscurità della notte tutt'intorno.

La distanza che torna immensa quando si torna a guardarle ad occhio nudo. La distanza che si riavverte come incolmabile. L'infinitesimale granello di sabbia sul quale cammini e che chiami mondo. Il miracolo dell'esistere e poter contemplare tutto questo.

Le infinite possibilità di mondi possibili in quel tappeto di stelle. Qualcuno forse di cui non riesco nemmeno a immaginare la forma sta osservando le stesse stelle da un'altra prospettiva. L'immaginazione che vola.

L'immaginazione che si impegna a riconoscere la forma di uno scorpione, di un acquario, di una bilancia in quelle stelle. E poi di un lama, di un serpente, di un rospo, di una pernice, di una volpe, secondo la cosmovisión andina. E poi lei, la vera "stella" della serata: la Croce del Sud.

Il freddo della notte. Il calore delle stelle. La distesa dell'intera Via Lattea in tutto il suo splendore sulla tua testa. L'assenza della luna, la presenza di Luna.

...e quindi uscimmo a riveder le stelle, infine.✨







giovedì 20 marzo 2025

เหมือนแมวบนถนนวงแหวน... cioè, volevo dire: come un gatto in tangenziale 🐱

20 marzo 2016: il mio primo viaggio in Asia: Thailandia prima e Cambogia dopo. Primo viaggio in totale solitaria, peraltro. Sono passati 9 anni. 9 ANNI.

In questo post mi concentrerò solo sulla mia tre giorni thailandese, in quanto la Cambogia penso meriti un post a parte.

Ma perché questo titolone clickbait? Ve lo svelerò presto.

All'epoca vivevo in Germania ed il riscaldamento globale non era ancora così riscaldante, quindi a marzo c'erano 5 gradi o poco più. Ricordo il mio arrivo ai 37 gradi thailandesi e l'escursione termica che mi permeava il corpo e l'anima.

Ovviamente i tassisti non azionano il tassametro e fanno finta di non trovare l'albergo per farti pagare di più e tu puoi solo subire, ma d'altronde con quei due spicci in più che ti costano loro si sistemano la settimana, tu per i loro standard sei un turista riccone anche se in realtà guadagni a malapena il salario minimo e quindi cerchi di portare pazienza. 

Escursione termica, caldo soffocante, ho fatto un pisolino di un'ora e mezza quel pomeriggio perché altrimenti probabilmente non sarei sopravvissuto al mio primo giorno thailandese e voi non potreste leggere questo fantastico post. Safety first.

La prima tappa è stato il Palazzo Reale.





Essendo il mio primo viaggio in Asia, rimanco estASIAto. È tutto nuovo, mi sento come un bimbo in un negozio di caramelle: ovunque è meraviglia, un'esplosione di colori, un fiume travolgente di storia e cultura che si intersecano.

Ecco un reperto audiovisivo dell'evento:


Questo è stato anche uno dei miei primi viaggi con il siku. Il seme era stato piantato l'anno precedente a Rapa Nui, l'Isola di Pasqua, e cominciava a germogliare.

La tappa successiva è Wat Pho e il suo gigantesco Buddha sdraiato.



Quanta gioventù. Adesso oltre al Buddha sono sdraiato anch'io, ma per il mal di schiena e gli acciacchi. Somiglio al Buddha anche per l'immensa saggezza maturata con l'età, ovviamente.

Ricordo che prima di entrare una canaglia mi disse che il tempio era chiuso ma che ero fortunato perché c'era un suo amico che poteva portarmi a visitarne un altro simile a un prezzo conveniente. Non solo era evidentemente una vile menzogna, ma anche una palese straccionata. Diffidate di simili individui, sperando che nel frattempo siano stati arrestati tutti.


Comunque, altro giro, altro video!


Solo dopo avrei conosciuto amici ed amiche asiatici che mi avrebbero sconsigliato di fare video con il Buddha, in quanto simbolo religioso. Devo dire nel corso degli anni di essermi rifiutato più volte di farlo, a memoria.

Successivamente, si parte alla volta di Wat Arun, in traghetto!




È uno dei posti più incantevoli che io abbia mai visitato. Ricordo di aver avvertito il bisogno di condividerlo con mio padre e mia madre, quindi ho fatto partire una videochiamata da un milione di dollari in roaming internazionale pur di far veder loro cotanta bellezza in diretta, anche se solo per pochi minuti.

Il giorno successivo ho visitato la Jim Thompson's house. Lui era un imprenditore americano che investì nel mercato della seta thailandese. Inoltre ho visitato il Buddha d'oro massiccio di Wat Traimit e la China Town, in attesa di visitare le città cinesi vere e proprie un paio d'anni dopo.


La Thailandia è fantastica. Sono sicuro che se dovessi mai visitare altre città oltre a Bangkok, me ne convincerei ancora di più. Tanti amici che ci sono stati non fanno che dirmi la stessa cosa.

Unico neo i tassisti. Vi ricordate quello che mi ha fatto la cresta senza tassametro? Un altro mi ha letteralmente abbandonato in tangenziale. Mi piace chiudere così. Dando un senso al titolo e spiegandovi questo simpatico aneddoto.

Tornando a casa dalla Jim Thompson's House avevo qualche souvenir di seta, borse colorate, ero vestito in modo colorato anch'io. Un turista che si sarebbe potuto riconoscere anche dallo spazio.

Salgo sul taxi con la mappa della zona dove ho l'hotel e la foto di una statua ubicata nella piazza stessa. All'epoca i GPS non erano così mainstream ed efficienti come oggi. Facevo ancora le foto con la macchina fotografica invece del cellulare. Penso di aver comprato un Samsung A5 proprio quell'anno. 4GB di memoria. Mi è durato fino al 2023. Che ricordi, che nostalgia. 

Al tempo stesso però non ci potevi fare praticamente nulla.

Ebbene, baldanzoso mostro la foto della statua all'autista che non parla una parola d'inglese. Sguardo confuso, dice qualcosa in thailandese che non capisco. Gli mostro il nome del mio hotel e l'indirizzo, che però Booking mostra in caratteri latini, che lui non capisce.

Mette in moto e parte. Mi rassicuro.

Fa già buio.

Non riconosco la zona. Immagino la stia prendendo ancora lunga, come il primo. Bestemmio internamente.

Quando lo vedo imboccare una tangenziale con macchine che sfrecciano a destra e a manca e abbandonare la città però mi insospettisco e temo per la mia incolumità.

Gli intimo di fermarsi con degli "STOP!" decisi. Cosa che per fortuna lui fa.

Ma...

...mi ritrovo con i miei vestiti colorati, le mie borse piene di souvenir, colorate anche quelle, da solo, come un gatto in tangenziale. O forse dovrei dire: un tipico turista europeo in tangenziale.

Quindi comincio a camminare in direzione opposta (ostinata e contraria) a quella dalla quale eravamo venuti.

In Thailandia, all'epoca, c'era forte urbanizzazione, ma resistevano delle sacche di campagna intorno alla città. Mi trovavo in questo tipo di paesaggio.

Al che c'erano veri e propri proletari e contadini che vedevano questo turista con le borse colorate camminare in tangenziale. Cosa avranno pensato? Qualche possibilità:

"Ma sto cristiano si è perso?"
"E' una spia russa?"
"E' un disgraziato che potremmo spennare facilmente?"

Per fortuna nessuno ha pensato l'ultima, quindi a un certo punto mi son trovato di nuovo in zona città. Era già tardi, non avevo ancora mangiato e saranno state le 9 e mezza.

Decisione da prendere: attraversare la tangenziale con tutte le borse, nelle macchine sfreccianti.

Sì, perché erano davvero tante e non c'erano semafori, solo qualche sparuto momento in cui le macchine erano di meno.

Decisione tragica: attraverso la tangenziale al volo, tipo Fantozzi. L'illuminazione c'è, data dai lampioni, sono colorato più che con un giubbotto catarifrangente. Oh, magari mi suonano, ma impietositi mi lasceranno passare.

Attraverso la prima corsia (bella larga), mi piazzo sul salvagente autostradale, osservo il flusso di macchine, mi apposto in agguato, riparto, superata la seconda corsia con uno scatto da Usain Bolt. Eh, a riaverceli 25 anni!

Sono tornato in città, ma non ho la benché minima idea di dove io mi trovi, né di dove si trovi il mio albergo.

Intravedo in lontananza un tuk tuk, quelli che ho sempre evitato per paura che mi facessero una cresta maggiore di quella che già non mi fanno i tassisti.

Lo chiamo, mi chiede in inglese dove devo andare, gli mostro la statua, un cenno di intesa e si parte.

Nessuna cresta, massima efficienza, vorrei dargli un bacio in fronte.

E quasi quasi, lo darei pure al tassista, per avermi permesso di raccontare una disavventura così memorabile. Quasi tanto memorabile quanto la Thailandia. Merita!

E ci lasci così? Senza più video? Ma no!!! Ecco per voi, in esclusiva: il mio bis al Palazzo Reale, si sentono applausi alla fine. Meritati anche quelli, ovviamente! :D


Chamampi sikuri e alla prossima!

P.s. per saperne di più delle avventure del vostro Affezionatissimo con i taxi in terra straniera, cliccare qui.

domenica 29 dicembre 2024

Ultima tappa 2024: Genova

Quest'anno posso reputarmi soddisfatto in tema di viaggi: Spagna, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia... e ora di nuovo Italia.

Invitato da un amico d'università a Genova, non me lo sono fatto chiedere due volte.

È strano come con certe persone le cose si possano riprendere esattamente da dove si erano interrotte l'ultima volta. Sappiamo bene che l'università è il periodo di maturazione per eccellenza: scopri che il mondo è vastamente più grande della tua piccola provincia novarese, sia in termini di grandezza fisica, sia in termini di culture da scoprire e modi di pensare. Impari il senso della prospettiva e di come vada, per puro istinto di sopravvivenza, ampliato per rimanere al passo con il mondo che gira.

E con Giacomo è sempre stato un po' di tutto questo: discussioni di politica, progetti di viaggi (originariamente in Irlanda in Erasmus dovevamo andarci insieme) e musica, tanta musica. 

Quando Giacomo mi ha detto che avrebbe fatto un concerto di cover di De André non ho saputo resistere e ho prenotato subito il biglietto del treno. Lo stesso motto di questo blog: "Per la sola ragione del viaggio, viaggiare" è tratto da Khorakhanè, una canzone del celebre cantautore genovese. Questo concerto s'ha da vedere.

Molto lodevole anche l'iniziativa di pagare il biglietto del concerto in cibo da spedire nelle zone di guerra in Palestina. 


E tante discussioni fiume fino a notte fonda come ai vecchi tempi, su temi mai banali, fra una battuta di merda, un gioco di parole e una riflessione sulle prossime mosse dei capi del mondo sullo scacchiere geopolitico mondiale.

Particolarità, il soggiorno è stato al Forte Tenaglie. La particolarità di dormire lì, è l'aver fatto a piedi, passo dopo passo, camminando e godendosi il panorama, chilometri ogni giorno dalla città alla collina. A parte una notte in cui abbiamo dovuto correre per prendere l'ultima funicolare. Ho dimostrato a me stesso di avere ancora l'età, per fortuna, per quanto il mio fiatone per la mezz'ora seguente abbia provato a sostenere il contrario.

La natura circostante è avvolgente, si vede il porto di Genova e tutta la città dall'alto. Verde dappertutto.

Spiace quasi di non aver visto il tanto citato caligo, ovvero la nebbia di mare, ma osservando la foto direi che non ci si può comunque lamentare.

La tappa culturale principale del weekend per quanto riguarda le cose che Genova ha da offrire da un punto di vista storico-culturale è stata senza dubbio il Castello De Albertis. Enrico Alberto De Albertis fu un importante navigatore che ripercorse le rotte di Cristoforo Colombo, e non solo. Tanti cimeli e reperti storici da tutte le parti del mondo.






...per poi finire sempre lì, dove il richiamo della musica e della poesia di De André si fa più forte: in Via del Campo.




È bello finire questo 2024 con questo viaggio: l'amicizia, lo stimolo culturale, la poesia, la musica, i viaggi, l'esplorazione. Mi auguro, e vi auguro, altrettanto di tutto questo in questo 2025 ormai alle porte. Che sia per tutti noi un anno rigenerante come questo ultimo viaggio del 2024 è stato per me.

Chamampi sikuri e alla prossima!