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mercoledì 6 agosto 2025

E quindi uscimmo a riveder le stelle ✨

 Cile, Deserto dell'Atacama, anno 2025.

Occhi al cielo nella notte cilena, un cielo che ottiene il punteggio di 1 nella Scala del cielo buio di Bortle, vale a dire il livello più chiaro e limpido che potete immaginare.

La distanza da quelle stelle ridotta a pochi chilometri da un telescopio.

Vedere le stelle bruciare e muoversi nello spazio, il silenzio e l'oscurità della notte tutt'intorno.

La distanza che torna immensa quando si torna a guardarle ad occhio nudo. La distanza che si riavverte come incolmabile. L'infinitesimale granello di sabbia sul quale cammini e che chiami mondo. Il miracolo dell'esistere e poter contemplare tutto questo.

Le infinite possibilità di mondi possibili in quel tappeto di stelle. Qualcuno forse di cui non riesco nemmeno a immaginare la forma sta osservando le stesse stelle da un'altra prospettiva. L'immaginazione che vola.

L'immaginazione che si impegna a riconoscere la forma di uno scorpione, di un acquario, di una bilancia in quelle stelle. E poi di un lama, di un serpente, di un rospo, di una pernice, di una volpe, secondo la cosmovisión andina. E poi lei, la vera "stella" della serata: la Croce del Sud.

Il freddo della notte. Il calore delle stelle. La distesa dell'intera Via Lattea in tutto il suo splendore sulla tua testa. L'assenza della luna, la presenza di Luna.

...e quindi uscimmo a riveder le stelle, infine.✨







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