- reunion con vecchi amici della Cina a gennaio. - riappacificazioni. - nuovo lavoro a febbraio. - il Carnevale di Venezia - Il lago di Como - il lago di Garda (Sirmione) - nuova città a luglio (Granada). - viaggi nelle seguenti città: Siviglia, Cordoba, Lisbona, Sintra, Madrid. - esaurimento nervoso nel giorno del mio compleanno. - nuove amicizie da un po' tutto il mondo: India, Russia, Cina... - promozione al lavoro ad ottobre. - un lavoro che mi valorizza davvero e che mi appassiona - due partite di calcio allo stadio: Real Madrid al Santiago Bernabeu, Granada allo Stadio nuovo de los Carmenes. - La Bohéme alla Scala, lo Schiaccianoci e il Lago dei cigni a Granada. - Un corso di cinese e l'inizio di un corso di polacco. - Un corso di nuoto (work in progress) - L'arrivo dell'hotpot a Granada - Il concerto di Rodrigo y Gabriela - Stringere la mano di Rodrigo al concerto - Tanti libri, tanti film - Mia nipote di 8 anni che mi dice che sono quello più intelligente della famiglia.
Stabilite qual è quello più importante. Vi ho lasciato un'aiutino con la formattazione del testo.
Potete trovare anche un intruso, se volete.
Ad ogni modo, per quello e tutto il resto (intruso compreso)... grazie 2023.
Potrei raccontarvi di un weekend a Madrid. Potrei raccontarvi di 4 giorni di musei, parchi, ristoranti. Potrei raccontarvi di una partita del Real Madrid al Santiago Bernabeu.
Ma questo è tutto materiale per un altro post.
Oggi vi parlo del concerto di Rodrigo y Gabriela a Madrid, il 7 novembre 2023.
Punto 1: come me, anche Rodrigo y Gabriela hanno cominciato ad esibirsi in Irlanda, a Grafton Street.
Anche se loro con un po' più di fortuna rispetto al sottoscritto...
Forse Gabriele & The Family Jewels non è stata una scelta felice del nome, però va dato atto che abbiamo portato Bugo in eurovisione ben prima degli screzi con Morgan a Sanremo. Poi vabbè, era il mio concertino d'addio all'Irlanda al termine del mio Erasmus, quindi va bene lo stesso!
VA BENE LO STESSOOOOOOOOOOOO
Punto 2: GabrielA e GabrielE. Nuff said.
Punto 3: Li ho scoperti guardando la mia serie TV preferita, ovvero Breaking Bad. Non una scena qualsiasi peraltro, ma la scena dove Walt incontra Jesse per la prima volta dopo essere stato suo insegnante al liceo.
Punto 4: sono stati una delle prime band che ho ascoltato che facessero musica senza un testo. Da ragazzo, ascoltavo soprattutto la musica rap, perché una melodia senza un messaggio per me non aveva senso. La loro musica però mi comunicava tutto senza bisogno di ulteriori parole.
Punto 5: mi hanno accompagnato in viaggio. Nello specifico il mio viaggio a Leshan, a vedere il Buddha gigante.
Quando mi sono trovato ai piedi di questa statua spettacolare del Buddha di Leshan, nel luogo dove si incontrano tre fiumi, ho pensato di volermelo portare a casa. Avevo bisogno di un souvenir. Difficilmente però, temevo, sarei riuscito a far passare 71 metri e diverse tonnellate di pietra nel bagaglio a mano. Ho quindi pensato a metodi per provare a portare a casa il tempo. Come avrei potuto catturare quel momento senza convertirlo in una serie di 0 e 1 sul mio cellulare o macchina fotografica?
E poi il colpo di genio:
Questa è una cover di Echoes dei Pink Floyd di Rodrigo y Gabriela. Incantevole. 20 minuti.
Ho preso il mio lettore mp3, ho messo la canzone, l'ho ascoltata tutta mentre mi sono fermato a contemplare il Buddha. C'è un passaggio della canzone soprattutto, dal minuto 14 al minuto 15.20 dove per me è come se si aprissero porte verso altri universi. Sei lì, ascolti questa canzone, e ti senti veramente di ESSERE, prima ancora di essere lì.
E quindi so esattamente quanto tempo ho osservato quel Buddha: 19 minuti e 32 secondi. Questo è il mio souvenir, incapsulato in quel lasso di tempo nella memoria.
Punto 6: vivono a Zihuatanejo. Chi conosce il film "Le ali della libertà" capirà!
Punto 7: del quale non ho nessun reperto audiovisivo: ho stretto la mano di Rodrigo al concerto. È stato grandioso! Avrei voluto fare altrettanto con la mia omonima, ma magari un'altra volta!
Sebbene non abbia reperti audiovisivi della famosa stretta di mano, ne possiedo altri del concerto. Cominciando da quello a me più caro, che potremmo definire il punto 8, che come il simbolo dell'infinito si riallaccia al punto 1: la loro performance della canzone 'Dublin', che hanno descritto come un momento difficile della loro vita. Un momento dove non avevano più soldi già dopo la prima settimana, ma da dove è cominciato tutto. Un momento difficile, ma di rinascita. Come lo è stato per me.
Torna a farsi vivo il vostro avventuriero preferito. Al momento vi scrivo dalla Spagna, essendomi lanciato alla scoperta della penisola iberica, Portogallo incluso. Non vi dico dove esattamente: cliffhanger per il prossimo futuro, quando potrete emozionarvi vedendo spuntare un mio video da qualche location insolita.
Parleremo della Spagna, ma non è questo il giorno!
Oggi si parla di latitudini più fredde, ma che scaldano comunque il cuore, ovvero il Trentino-Alto Adige.
Per chi non lo sapesse, non ho un cognome italiano, bensì austriaco, pare che i miei antenati vivessero in queste terre. Per me si tratta in qualche modo di un ritorno alle origini. Uno dei motivi per i quali decisi di imparare il tedesco fu proprio il mio cognome.
Certo, il fatto che per i germanofoni Gabriele sia un nome da donna e il mio cognome sia perfettamente tedesco è fonte di confusione. Ricordo quando io e la mia locatrice Andrea (che invece da noi è nome da uomo) ci incontrammo la prima volta dopo esserci scambiati messaggi solo via mail. La confusione fu palese.
Essendo il mio cognome fonte di ispirazione di questo viaggio, ed essendomi stato dato da mio padre, proprio quest'ultimo è stato mio compagno di viaggio, nonché fedele autista, a parte per brevi tratte. Tenete a mente questo punto, perché ci tornerà utile.
Prima tappa: Trento e il Castello del Buonconsiglio. Davvero impressionante, con affreschi bellissimi.
A margine abbiamo anche assistito (a debita distanza) a un corteo NoVax che scandiva all'unisono "Speranza assassino", tipo nel film Johnny Stecchino, scandendo bene le S. Impressionante anche quello.
Seconda tappa: La Val. Sono stato in Irlanda, ma anche qui con le variazioni del colore verde non scherziamo.
Per strada le persone parlavano una lingua che non avevo mai sentito. Ebbene, qui il 97% della popolazione parla il ladino.
Terza tappa: Brunico. Nello specifico il museo di Messner, scalatore di ottomila. È stato un po' come tornare in Cina. Uno spaccato di Asia (e non solo) in Alto Adige. Non so se riuscirò mai a visitare il Tibet, ma qui ne ho avuto un assaggio.
Quarta tappa: il lago di Braies. Tanta natura e altrettanti turisti.
Quinta tappa: forse la più importante, anche se tecnicamente non solo Trentino-Alto Adige, ma anche Veneto.
Le Tre cime di Lavaredo. Avevo detto tanta natura e tanti turisti prima? Ecco, ancora più natura e ancora più turisti. La cosa affascinante è anche quella di inerpicarsi su per i monti in un autobus che sembra prossimo a prendere male una curva e a sprofondare giù dal burrone ma che magicamente rientra sempre all'ultimo momento. Come facciano gli autisti a riuscirci in strade tutte curve e a doppia corsia è per me un mistero.
Una volta arrivati, mio padre le osserva tranquillo da un rifugio, io invece me la faccio tutta a piedi per vederle anche da dietro controsole, come si vede nell'ultima foto in alto. Sarà scontato, ma è davvero uno spettacolo della natura.
Il giorno dopo io e mio padre saremmo dovuti andare a Resia, a vedere il famoso campanile sommerso dal lago. Al nostro ritorno in serata in hotel, però, mio padre viene ripreso dal sottoscritto con urla invereconde mentre inavvertitamente si accinge a prendere una rotonda contromano. Avendo lui guidato quasi per tutto il percorso e avendo passato le 68 primavere, decido di concedergli l'onore delle armi e malgrado lui stoicamente si riprometta di stare meglio il giorno successivo, gli impongo un itinerario più riposante nella verde Val Badia circostante. Il lago di Resia sarebbe stato una bellissima location per uno dei miei video con il siku, ma non esiste video con il siku che valga il rischio di impastarsi in macchina prendendo rotonde contromano. Io sicuramente non sarei in grado di guidare per quelle strade senza rischiare lo stesso epilogo...
...quindi...
Sesta tappa, giro in Val Badia e Museo Ciastel de Tor.
Una vista niente male, un museo molto informativo. Finalmente riesco a capire qualcosa di questa lingua a me sconosciuta. Tra i souvenir c'è anche "Il piccolo principe" tradotto in ladino. Il mio amore per le lingue mi tenta, ma mi decido che studiare cinese sia già una sfida sufficientemente grande.
Sempre in zona visitiamo anche il museo dedicato all'Ursus ladinicus, un orso ormai estinto che viveva in queste zone.
E proprio di preistoria e fossili, o forse sarebbe meglio dire mummie, si parla nella nostra sesta tappa.
Sesta tappa: il Museo Archeologico dell'Alto Adige a Bolzano e la mummia di Oetzi.
Anche in questo caso molto informativo, inoltre vedere la mummia ha una sua certa portata storica. Tuttavia, ogni tanto viene il dubbio: Oetzi avrebbe mai immaginato che sarebbe stato osservato seminudo migliaia di anni dalla sua morte da un popolo di guardoni per profitto? E se sì, sarebbe stato d'accordo?
Perdonaci Oetzi, non vogliamo farci i fatti tuoi. Vedi il positivo se puoi, anche invecchiando, rimani sempre tremendamente interessante!
Infine, l'ultima tappa... essendoci piaciuto tanto il Museo Messner di Brunico, decidiamo di vedere anche il Museo Firmian, a Bolzano, sempre del noto alpinista.
Anche in questo caso, un piccolo giro del mondo in Alto Adige. Nostalgia cinese. Alcune parti del museo sono molto toccanti, come quella dedicata agli alpinisti morti inseguendo il loro sogno, fra i quali risulta anche il fratello di Reinhold: Gunther. Qui sotto, il suo stivale.
Degna conclusione di un viaggio emotivamente molto forte... un po' per le mie origini tirolesi, un po' perché fatto con mio padre, un po' perché da queste parti la natura ti assorbe e ti fa sentire parte di sé, come quasi avevi dimenticato di essere vivendo nelle grandi metropoli di cemento.
Il giorno dopo avrei preso il treno per un'altra destinazione non molto più a nord... ma questa è storia per un altro post.
Cos'altro posso aggiungere a questo post invece? Ma ovviamente le mie performance musicali! Hasta la próxima e chamampi sikuri!
Italiano: Ciao a tutti! Oggi vorrei condividere con voi la nuova funzionalità del mio blog dedicata al siku! Ora potete suonare il siku direttamente sul mio blog utilizzando il simulatore interattivo. Basta cliccare sui fori del flauto per sentire i suoni del siku. È perfetto per capire l'accordatura del siku che suono e suonare le canzoni usando le tablature. Non solo, ho esteso questa funzione a tutti i post del blog che presentano i tutorial con le tablature delle canzoni. Chamampi sikuri! 🎶
Español: ¡Hola a todos! ¡Hoy quiero compartir con ustedes la nueva función en mi blog dedicada al siku! Ahora pueden tocar el siku directamente en mi blog utilizando el simulador interactivo. Simplemente hagan clic en los agujeros de la flauta y disfruten de los sonidos del siku. Es útil para entender la afinación del siku que utilizo y para tocarlo utilizando las tablaturas. Y, entonces, ¿adivinen qué? He extendido esta función a todas las publicaciones del blog que tienen los tutoriales con las tablaturas de canciones. ¡Chamampi sikuri! 🎶
English: Hello everyone! Today I'd like to share a new feature on my blog dedicated to the siku! Now you can play the siku directly on my blog using the interactive siku simulator. Just click on the flute holes and experience the amazing sounds of the siku filling the air. It's perfect to understand the tune of the siku I play and to play siku songs using the tablatures. And guess what? I've extended this feature to all the blog posts that have tutorials with song tablatures. Chamampi sikuri! 🎶
Capita la battuta? Carnaio + Carnevale = Carnaiovale. Quanto sono acuto.
Sì, perché le romantiche stradine veneziane sembrano ancora più strette nel carnaio del Carnevale. Ma non mi lamento, in quanto rappresentante io stesso di quella stessa folla.
E potreste invece lamentarvi voi del ritardo di questo post sul carnevale pubblicato dopo Pasqua.
Ma infine, finalmente, eccoci qua a descrivere questa immancabile esperienza.
Il primo giorno, appena arrivato in stazione e rimasto folgorato dalla bellezza del Ponte degli scalzi, rimango folgorato dalla fiumana di gente, ma scelgo di cominciare dalla Chiesa della Madonna dell'Orto che ospita alcuni affreschi del Tintoretto. Un po' fuori mano. Questo mi salverà dalla ressa.
E infatti più mi avvicino alla chiesa, più mi allontano dalla ressa, la quale si dirada fino a scomparire.
Controllo l'orario di chiusura su Google e dice le 17, quindi arrivo tranquillo alle 16 e un quarto.
Potenti mezzi analogici 1 - Digitalizzazione in Italia 0. Fischio finale. Sipario.
Ma poco male, torno indietro e incontro una mia amica con la quale passeggio per la città. Mi introduce alla cultura dei cicchetti e facciamo un aperitivo spettacolare disquisendo amabilmente dei bei tempi passati in Cina. Lei poi vive a Venezia, ha vissuto in Cina, quindi minimo minimo è la versione moderna e femminile di Marco Polo.
Il giorno successivo vorrei fare mille cose ma mi rendo conto che girare la città a piedi con quella fiumana di gente la rende una sfida ostica. Ciò non toglie che passeggiando la città si facciano delle scoperte interessanti. Cosa trovo sulla via verso il Teatro La Fenice?
Wolfgang Amadeus Mozart soggiornò in questa casa. Dopo Salisburgo e Vienna, ecco un altro domicilio del maestro. Ho visitato talmente tante case sue che ormai penserà che io sia uno stalker.
Il Teatro La Fenice è semplicemente splendido. Un'esplosione di colori. Una storia affascinante, di continua rinascita dalle ceneri.
Giunto in Piazza San Marco, osservando la fila chilometrica per entrare, opto per la visita dall'esterno.
Penso che l'andazzo sarà così un po' ovunque, quindi, per la vicinanza e per l'intimidazione che suscita il prezzo del biglietto (30 euro!!!), decido di visitare Palazzo Ducale. Infatti, stranamente, moooolto stranamente, poca fila!
Notare come nell'ultima foto abbiano cancellato il ritratto del doge Marino Faliero, decapitato per alto tradimento e cospirazione. Cancel culture in salsa veneziana, presa un po' più alla lettera.
Altro punto di interesse, camminare sul Ponte dei sospiri, laddove camminò anche Casanova.
Ve lo propongo dall'interno perché dall'esterno c'era l'esercito dei selfie. Cercate di capirmi!
Ho ancora tempo per visitare il negozio di souvernir Ca' Macana, che fornì le proprie maschere niente popò di meno che a Stanley Kubrick per il suo Eyes Wide Shut.
Sono tentato dal comprare una di quelle maschere stile Commendatore del Don Giovanni nel film Amadeus, ma i prezzi a tre cifre mi fanno desistere. Niente carnevale sfarzoso per noi sottoproletari.
Ad ogni modo, finita la piacevole visita, la sera vengono a trovarmi altri miei amici direttamente dalla Slovacchia. Smuovo mari e monti. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto. Basta, ho finito i luoghi comuni.
Il giorno dopo pianifico tante cose da visitare, ma la ressa e il fatto di avere un'allegra famigliola con bimbi e passeggini al seguito, più tempi di attesa per scegliere le maschere di carnevale dei bambini, foto con i costumi più divertenti, eccetera, ci porta ad arrivare per il rotto della cuffia in Piazza San Marco e va bene così. Non c'è nemmeno più tempo per vedere la Libreria Acqua Alta, ma va bene così, poco importa...
...perché questo è alla fine Venezia. Lo spettacolo è la città in sé. Perdersi fra le calli e le piazze. La gente festante. I cicchetti e gli aperitivi a fare quattro chiacchiere con gli amici che non vedi da un po'. Città di mercanti, di viavai, di storie e colori.