Capita la battuta? Carnaio + Carnevale = Carnaiovale. Quanto sono acuto.
Sì, perché le romantiche stradine veneziane sembrano ancora più strette nel carnaio del Carnevale. Ma non mi lamento, in quanto rappresentante io stesso di quella stessa folla.
E potreste invece lamentarvi voi del ritardo di questo post sul carnevale pubblicato dopo Pasqua.
Ma infine, finalmente, eccoci qua a descrivere questa immancabile esperienza.
Il primo giorno, appena arrivato in stazione e rimasto folgorato dalla bellezza del Ponte degli scalzi, rimango folgorato dalla fiumana di gente, ma scelgo di cominciare dalla Chiesa della Madonna dell'Orto che ospita alcuni affreschi del Tintoretto. Un po' fuori mano. Questo mi salverà dalla ressa.
E infatti più mi avvicino alla chiesa, più mi allontano dalla ressa, la quale si dirada fino a scomparire.
Controllo l'orario di chiusura su Google e dice le 17, quindi arrivo tranquillo alle 16 e un quarto.
Potenti mezzi analogici 1 - Digitalizzazione in Italia 0. Fischio finale. Sipario.
Ma poco male, torno indietro e incontro una mia amica con la quale passeggio per la città. Mi introduce alla cultura dei cicchetti e facciamo un aperitivo spettacolare disquisendo amabilmente dei bei tempi passati in Cina. Lei poi vive a Venezia, ha vissuto in Cina, quindi minimo minimo è la versione moderna e femminile di Marco Polo.
Il giorno successivo vorrei fare mille cose ma mi rendo conto che girare la città a piedi con quella fiumana di gente la rende una sfida ostica. Ciò non toglie che passeggiando la città si facciano delle scoperte interessanti. Cosa trovo sulla via verso il Teatro La Fenice?
Wolfgang Amadeus Mozart soggiornò in questa casa. Dopo Salisburgo e Vienna, ecco un altro domicilio del maestro. Ho visitato talmente tante case sue che ormai penserà che io sia uno stalker.
Il Teatro La Fenice è semplicemente splendido. Un'esplosione di colori. Una storia affascinante, di continua rinascita dalle ceneri.
Giunto in Piazza San Marco, osservando la fila chilometrica per entrare, opto per la visita dall'esterno.
Penso che l'andazzo sarà così un po' ovunque, quindi, per la vicinanza e per l'intimidazione che suscita il prezzo del biglietto (30 euro!!!), decido di visitare Palazzo Ducale. Infatti, stranamente, moooolto stranamente, poca fila!
Notare come nell'ultima foto abbiano cancellato il ritratto del doge Marino Faliero, decapitato per alto tradimento e cospirazione. Cancel culture in salsa veneziana, presa un po' più alla lettera.
Altro punto di interesse, camminare sul Ponte dei sospiri, laddove camminò anche Casanova.
Ve lo propongo dall'interno perché dall'esterno c'era l'esercito dei selfie. Cercate di capirmi!
Ho ancora tempo per visitare il negozio di souvernir Ca' Macana, che fornì le proprie maschere niente popò di meno che a Stanley Kubrick per il suo Eyes Wide Shut.
Sono tentato dal comprare una di quelle maschere stile Commendatore del Don Giovanni nel film Amadeus, ma i prezzi a tre cifre mi fanno desistere. Niente carnevale sfarzoso per noi sottoproletari.
Ad ogni modo, finita la piacevole visita, la sera vengono a trovarmi altri miei amici direttamente dalla Slovacchia. Smuovo mari e monti. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto. Basta, ho finito i luoghi comuni.
Il giorno dopo pianifico tante cose da visitare, ma la ressa e il fatto di avere un'allegra famigliola con bimbi e passeggini al seguito, più tempi di attesa per scegliere le maschere di carnevale dei bambini, foto con i costumi più divertenti, eccetera, ci porta ad arrivare per il rotto della cuffia in Piazza San Marco e va bene così. Non c'è nemmeno più tempo per vedere la Libreria Acqua Alta, ma va bene così, poco importa...
...perché questo è alla fine Venezia. Lo spettacolo è la città in sé. Perdersi fra le calli e le piazze. La gente festante. I cicchetti e gli aperitivi a fare quattro chiacchiere con gli amici che non vedi da un po'. Città di mercanti, di viavai, di storie e colori.
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