Nel 2015 ho visitato l'Isola di Pasqua e i suoi moai. Fu un viaggio indimenticabile. Ancora oggi quando penso a quei 5 giorni (scarsi) sull'isola dopo circa 24 ore di viaggio in aereo, mi tiro pizzicotti sulle guance. Sembra essere stato solo un sogno, troppo bello per essere reale.
La storia dei moai è molto affascinante. I moai non sono semplici statue, sono dei guardiani del villaggio. Non sono neanche dei guardiani qualsiasi, sono degli antenati dei rapanuensi a guardia del villaggio.
I moai emanano un'energia chiamata dai rapanuensi mana, una forza spirituale che veglia e protegge il villaggio, a sua volta chiamato ahu.
I moai insomma rappresentano persone in carne ed ossa, e come tali vanno trattati. No, non sono pazzo. So che sono fatti di pietra, ma ciò non vuol dire che siano semplici statue da apprezzare solo per il loro valore storico e culturale.
Rappresentano persone, antenate dei rapanuensi che abitano ancora l'isola e che hanno ovviamente una forte connessione con i propri antenati in quanto definiscono la loro storia passata e in gran parte quello che sono ancora oggi.
A comprovare questa mia affermazione: moai = persona, aggiungo che quando gli esploratori occidentali chiesero ai rapanuensi come avessero fatto a spostare i moai dal cratere di Rano Raraku al villaggio, ricevettero come risposta: "I moai camminavano".
I want to believe!
E quando le persone sono in grado di camminare, spostarsi e viaggiare portano con sé le loro nuove esperienze ma anche le loro radici. I moai non sono diversi in questo. Non ci credete? Ve ne presento due dal destino opposto.
Questo moai è chiamato El viajero dai rapanuensi, ovvero "il viaggiatore". I giapponesi aiutarono i rapanuensi a rimettere in piedi i moai di Ahu Tongariki e per promuovere l'amicizia fra i popoli, i rapanuensi permisero a un moai di farsi un bel viaggio in Giappone, con biglietto di rientro però. Finita l'esposizione, il moai è infatti tornato a casa. Sayonara Nippon!
Quest'altro moai invece, si chiama Hoa Hakananai'a, "l'amico perduto" e si trova fra quattro mura al British Museum. Ho avuto la fortuna di poterlo vedere dal vivo nel 2016, di ritorno dal mio viaggio in Cambogia. Maestoso. Imponente. Bellissimo. E fuori contesto.
Eh sì, perché come dicevamo poco sopra il moai può anche viaggiare, ma esercita il suo mana a protezione del suo villaggio, nella sua terra, dove ha le sue radici.
È notizia di qualche settimana che il British Museum e una delegazione di rapanuensi abbiamo avviato i contatti al fine di riportare il moai sull'isola. Io non posso che fare il tifo affinché ciò accada.
Nel museo dell'Isola di Pasqua P. Sebastian Englert, uno dei motti che lessi fra i tanti pannelli informativi fu: "Es una figura, pero también tiene alma"
E l'anima di questo moai, il motivo per il quale è stato concepito, è quella di proteggere la sua gente, di ricordare ai rapanuensi le proprie radici, esserne testimonianza.
Sul tema è stato anche girato un documentario per chi fosse interessato intitolato molto evocativamente "The Kuhane o Te Tupuna", lo spirito degli antenati, qui sotto il trailer.
Torna a casa, amico perduto, che perduto non sei ancora.
Torno a postare dopo circa due mesi. Non ho postato non per mancanza di voglia o di cose da raccontare ma proprio perché stavo accumulando QUELLE cose da raccontare! Infatti ho storie fresche fresche dal Myanmar, terra nella quale mi sono recato per turismo dal 29 settembre al 9 di ottobre.
Farò un racconto a puntate in quanto voglio evitare che si disperdano particolari in un racconto troppo lungo... quindi eccoci al resoconto del giorno #1!
Bagagli preparati, si prende il bus, si arriva in aeroporto e BAM!!! Annuncio: volo in ritardo di un'ora e mezza. Il che rende anche l'ampia connessione a Hong Kong stretta come quando inchiappetto un puffo (cit.). Limato il tempo di connessione ad un'ora tonda tonda. Trenitalia, quasi quasi ti apprezzo.
Corsetta durante il transfer e si arriva comunque in tempo per la connessione. Con questa foto qui sotto comincia l'avventura.
Essendo ancora la stagione delle piogge (che termina a metà ottobre) giustamente in fase di atterraggio verso Yangon passiamo attraverso un nuvolone gonfio e pieno di fulmini. Spettacolo eccezionale ma anche strizza non indifferente.
Arrivato all'aeroporto di Yangon noto con piacere che tutti i cambiavalute sono chiusi (eh beh, sabato a mezzanotte, dagli torto) e che quindi non so come diavolo pagare l'hotel, né il ragazzo del taxi. Me la sbrigo con i dollari americani in entrambi i casi ma noto già una cosa...
...che i dollari americani devono essere PERFETTI. Un taglietto, una macchietta, una pieghetta e te li rifiutano. La cosa mette in apprensione e non poco, visto che circa un terzo dei dollari in mio possesso NON sono in condizioni perfette.
Ma va bene. Hotel pagato e visto che i cambiavalute sono chiusi, mi faccio cambiare 20 dollari in kyat in albergo, che pronuncerò kyat fino a un giorno prima della mia partenza, malgrado si pronuncino ciat. Tasso di cambio da usurai, ma l'avevo già messo in conto e va bene così.
Vado a dormire, stanza piccola ma comoda. Articoli da bagno che adocchio e che sicuramente, inevitabilmente, inesorabilmente, ruberò.
Sveglia il giorno dopo, colazione e via, si va alla Shwedagon Pagoda. O meglio, ci si vorrebbe andare, ma essendo molto presto e non avendo ancora potuto comprare la SIM birmana, mi ritrovo senza GPS e quindi senza riferimenti.
Chiedo a una ragazza in inglese: "Is this the right way to the Shwedagon pagoda?", lei dice di sì. Procedo. Chiedo a una seconda ragazza con il cane a passeggio, stessa domanda, stessa risposta. Arrivato a uno svincolo senza idea di dove sia allocata la qui sopra menzionata pagoda chiedo a un signore la stessa domanda per sentirmi dire che lì vicino c'è la SULE pagoda mentre la Shwedagon è in direzione opposta.
La mia interpretazione di questo misunderstanding è: pronuncio "Shwedagon" davvero di merda.
Noio volevam savuoir la Schvèdagon pagoda, ja?
Avranno capito solo "*incomprensibile* pagoda" e quindi, visto il loro inglese precario, non avranno neanche pensato di confermare il nome e quindi annuito. Si torna indietro.
E stavolta becco un monaco e glielo scandisco da dio, il monaco mi dice che sono sulla strada giusta. Ora se nemmeno il monaco mi da' le direzioni giuste per la pagoda, mi faccio monaco io.
E infatti la intravedo. Spicca nel cielo. Brillante. Peccato che io sia ad una rotonda e non ci siano strisce pedonali. Cioè, in realtà non ci sono praticamente mai le strisce pedonali. In quanto a diritto di precedenza ai pedoni peraltro rivaluto la Cina, cosa che pensavo impossibile. Qualche corsetta, salto delle staccionate in fosbury e arrivo finalmente alla pagoda.
Prima esperienza di cammino scalzo in terra birmana. Se mai ci andrete, portatevi ciabatte, flip-flop, sandali, quello che volete, ma NON scarpe e calzini.
La pagoda è grande, maestosa, piena di fedeli, lucente. Avendo un volo in poche ore non ho molto tempo per apprezzarne tutti i dettagli, ma mi riprometto di farlo al ritorno. Cosa che poi farò.
Non ci saranno video del sottoscritto mentre suona il sikuri nella pagoda in quanto irrispettoso dei costumi locali.
Cambio anche centinaia di dollari ed euro ai cambiavalute della pagoda. Visita e problema dei soldi risolDo. Win-win.
Finita la visita si deve tornare in hotel... sì, ma come? Provo ad abilitare internet dalla mia SIM cinese e FUNZIONA!!! Trovo un parco bellissimo ma non ho tempo di fermarmi, ho un aereo che mi aspetta.
Lungo il tragitto compro una SIM birmana, della MyTel, vado di fretta, la tipa non parla inglese e la compro. Me ne pentirò.
Faccio i bagagli, rubo tutti gli articoli da bagno che posso, scendo le scale e chiedo allo staff di chiamarmi un taxi. Non sanno da che terminal devo partire. Chiamo l'agenzia con la quale ho prenotato il biglietto, non capiscono niente di quello che dico né capisco cosa mi dicano loro. Mi tornano cari i miei giorni da operatore call center per British Airways in Germania quando prendevo le chiamate inglesi, dall'altra parte della cornetta c'ero io e dunque, mantengo la calma. Roba che Buddha stesso sarebbe fiero di me.
Avrtei drtovuto intvruirlo
E ce la fanno: è il terminal 3.
Aeroporto deserto, pavimentazione impresentabile, tipo simil-pelliccia di colori psichedelici. Poi arriva il momento dell'imbarco, vedo l'aereo:
CIOÈ LE ELICHE! MA CIOÈ AVETE CAPITO?! DELLE CAZZO DI ELICHE??
Non avevo mai volato su un coso che rassomigliasse tanto i miei giocattoli da bambino. Cazzate a parte, si parte, appunto. Ottima scelta peraltro delle lingue usate a bordo dallo staff.
PRIMA lingua. Prima dell'inglese, lingua myanmar assente. I casi sono due: o stiamo tornando a comandare per la prima volta dai tempi dei Romani, oppure ripongono poca fiducia nelle nostre capacità linguistiche. INDVBBIAMENTE LA PRIMA! LA LINGVA ITALIANA DOMINE SVLLO MONDO INTERO!
E io come insegnante di italiano, gioisco.
Facciamo scalo a Heho, altra cosa mai vista prima. Ci fermiamo, carichiamo i nuovi compagni di viaggio e diretti a Nyaung-U, ripartiamo.
ANDIAMO A BAGAN BEPPE!!!
Si arriva in aeroporto. Poi in hotel. Poi si mangia. Staff cordialissimo. Sono a Bagan. Lo ripeto, sono a Bagan.
Quasi non riesco a dormire, malgrado la stanchezza, l'emozione è tanta. E presto ve la racconterò nei dettagli, perché questi sono viaggi che le emozioni le materializzano davanti ai tuoi occhi.
Benvenuti nella mia nuova fantasmagorica rubrica: "Conversazioni coi tassisti cinesi", dove potrete leggere il contenuto delle mie amabili chiacchierate con coloro che da quando sono arrivato mi scarrozzano da una parte all'altra di Xi'an.
Ho deciso di aprire questa rubrica in quanto la ritengo utile per diversi motivi:
1) Offrire uno spunto sulla mentalità cinese.
2) Marcare i miei progressi con la lingua cinese.
3) Cazzeggiare.
Per rendere il tutto più autentico e fusion, metterò anche il testo in cinese maccheronico. Mi serve a ricordare e chi mai si prenderebbe la briga di raccontare cazzate dovendo poi scrivere il contenuto di cotali conversazioni in cinese? Quindi questa è la prova provata che queste conversazioni sono tutte autentiche.
Premesso che quando sono arrivato a Xi'an la mia conversazione tipo era questa.
司机: 你是什么国家?
Tassista: Da dove vieni?
我: 我是意大利人。
Io: Sono italiano.
(e che vuoi spiaccicare sta cosa fondamentale e poi morta lì?)
我: 我是老师,我教意大利语和英语。
Io: Sono un insegnante. Insegno italiano e inglese.
司机: 你喜欢西安吗?
Tassista: Ti piace Xi'an?
我: 对,我很喜欢!
Io: Certo, molto!
司机: 你在中国有多久了?
Tassista: Da quanto tempo sei in Cina?
我: 一个月。
Io: Da un mese.
司机:你说的很好!
Tassista: Parli molto bene!
我: 谢谢!
Io: Grazie!
司机: 好!你喜欢中国反吗?
Tassista: Ti piace la cucina cinese?
我: 喜欢! 我喜欢吃包子。。。饺子。。。面条。。。
Io: Sì! Mi piacciono i baozi... i jiaozi... la pasta...
司机:哈哈!好。
Tassista: Ahahah, bene.
(momento di silenzio)
司机:你结婚了吗?
Tassista: Sei sposato?
我:不要结婚!
Io: Non sia mai!
司机:你多大了?
Tassista: Quanti anni hai?
我: 二十八岁。
Io: Ventotto.
司机: 哈哈哈,好。
Tassista: Ahahah, bene.
Preambolo: il "da dove vieni?" arriva dopo circa 30-40 secondi di esitazione dove vieni squadrato per intuire se ci sono margini per instaurare una conversazione con un rarissimo caso di 外国人 selvatico (外国人 = straniero).
Ad ogni modo, qui sotto la mia ultima conversazione avuta con un tassista, questo a circa 8 mesi dal mio arrivo in Cina e a 10 dal mio primo approccio allo studio della lingua cinese. Notare i tratti comuni.
(Il tassista non sembra sicuro del punto di arrivo, così guardo la mappa sul GPS e decido di rassicurarlo)
我:是对的地方。
Io: È il posto giusto.
司机:我不知道你会说中文!
Tassista: Non sapevo che sapessi parlare cinese!
我:就一点点。
Io: Solo un pochino.
司机:你是什么国家?
Tassista: Da dove vieni?
我:我是意大利人。我是老师。我教孩子英语也教大学的学生意大利语。
Io: Sono italiano, faccio l'insegnante. Insegno inglese ai bambini e italiano agli studenti universitari.
Io: Sì, mi piace davvero molto. Non mi piace granché insegnare ai bambini, però mi piace molto insegnare ai miei studenti di italiano. Studiano tutti musica e in fatto di musica, quella italiana è molto famosa. Preferisco avere lezione con loro perché posso insegnare la mia cultura.
Io: Ahahah, ma no ma no! So bene che devo studiare ancora molto. Ho imparato molte lingue straniere, anche il tedesco. Pensavo che il tedesco fosse la lingua più difficile, ma non era così. Il cinese è la lingua più difficile!
司机:哈哈哈,我觉得你的汉语还可以。你在中国有多久了?
Tassista: Ahahah, io penso che il tuo cinese sia buono. Da quanto tempo sei in Cina?
我: 差不多一年。八个月, 但是我觉得如果要说中文得好就需要也明年留。
Io: Circa un anno. Otto mesi. Ma penso che se voglio parlare bene cinese io debba rimanere anche l'anno prossimo in Cina.
Io: Però non penso che ci siano lingue difficili in quanto tali. Io sono italiano, per me l'italiano e lo spagnolo si somigliano, quindi lo spagnolo è facile mentre invece il cinese è difficile. I miei studenti cinesi però pensano che l'italiano sia difficile. Pensiamo che siccome una lingua è diversa dalla nostra sia più difficile, ma non è così.
司机: 对。你喜欢中国吗?
Tassista: Giusto. Ti piace la Cina?
我:当然!我要旅游,我已经参观了北京和洛阳。
Io: Certamente! Voglio viaggiare ed ho già visitato Pechino e Luoyang.
司机:你喜欢西安吗?
Tassista: Ti piace Xi'an?
我: 当然,我在这儿参观过很多地方,也参观过兵马俑。非常好!
Io: Certo! Qui ho già visto molto, sono anche stato a vedere l'Esercito di Terracotta. Eccezionale!
司机: 好!你喜欢中国反吗?
Tassista: Ti piace la cucina cinese?
我: 喜欢! 我喜欢吃包子。。。饺子。。。面条。。。
Io: Sì! Mi piacciono i baozi... i jiaozi... la pasta...
司机:哈哈!意大利面还是中国面?
Tassista: Preferisci la pasta italiana o quella cinese?
我: 哈哈哈,都喜欢吃。
Io: Ahahah, mi piacciono entrambe.
(silenzio che si intensifica man mano che arriviamo vicino a destinazione)
司机: 你结婚了吗?
Tassista: Sei sposato?
我: 不要结婚。
Io: Non sia mai!
司机:你多大了?
Tassista: Quanti anni hai?
我: 二十八岁。
Io: Ventotto.
司机: 哈哈哈,好。
Tassista: Ahahah, bene.
Quindi per tornare ai tre punti fondamentali a capo di questo post, nell'ordine cultura cinese, progressi con la lingua cinese e cazzeggio:
1) Cultura: La conversazione ruota intorno alla Cina: cibo, vita quotidiana e lingua cinese; fin qui nulla di strano. Ciò che è interessante è come terminano le conversazioni. Il loro guardo a metà fra il divertito e l'esterrefatto nel sapere che non solo non sei sposato, ma non ne hai intenzione, e a 28 anni!!! D'altronde qui è un obbligo sociale e dopo i 25 anni, specie se si è donna, si è già vecchi per sposarsi.
Altro tratto comune è la menzogna spudorata sul mio livello di cinese, forse meno spudorata dopo 8 mesi, ma sicuramente sfacciata dopo un solo mese di permanenza del sottoscritto nella Repubblica Popolare Cinese. Il cinese è incuriosito dallo straniero ed è stupefacente per lui vedere che quest'ultimo riesca a fare una frase di senso compiuto in mandarino, da lì l'incoraggiamento a prescindere che poi è una manna per tutti i discenti della lingua in questione. Ovunque vai pratichi la lingua e nessuno si scazza se non lo parli come Confucio.
Infine il cinese è molto orgoglioso delle cose buone del suo Paese, quindi ringalluzzisce quando apprezzi il loro cibo, le loro bellezze e quant'altro. Ma fin qui, lo facciamo un po' tutti, specialmente noi italiani.
Ti è piaciuta la pasta annonna? Allora mangia che è bbuono, mangia Ti è piaciuto pure il vino annonna? Bevi che è bbuono, bevi
2) Progressi con la lingua cinese: Notare i pippotti ai quali ho sottoposto il tassista durante la mia seconda conversazione, impensabili mesi prima. Detto questo sì, l'ammetto: ho barato. Ma per una buona ragione.
Uno legge così e pensa: "Che bello sto cinese molto sintetico ed essenziale", ma no. Non è così. Cioè io ho scritto le frasi che sono riuscito a capire in mezzo ad altrettanti pippotti che i tassisti mi hanno sottoposto. Quindi la conversazione è un omissis continuo, ma involontario. Ricordo quello che ho detto io, capisco quello che dico e capisco il 30% di quello che mi viene detto in cinese. Ce lo faremo bastare!
Detto questo si sta parlando di una rubrica, quindi ci rivediamo prossimamente e ne riparliamo, tsk.
P.s. non garantisco sulla correttezza dei caratteri cinesi, se mi sbaglio mi corigerete (cit.)o forse no?
3) Cazzeggio: lo si incontra nelle risate qui sopra riportate, ma qualora questa conversazione tassistica non fosse stata di vostro gradimento, potete sempre guardarvi il video qui sotto che riporta un'altra conversazione tassistica del nostro Benigni con un "Vescovo", tratto da Night on Earth (Taxisti di notte), film diretto da Jim Jarmusch. Risate garantite!
...e magari ringrazierete che io abbia trattato ben altri contenuti coi tassisti cinesi! Io sicuramente!
E su questo tema ci risentiremo alla prossima puntata di questa rubrica, niente anticipazioni! Stay tuned!
Treno da Xi'an e in un paio d'ore scarse arriviamo nella ridente cittadina di Luoyang, 6 milioni di anime. Da lì, bus numero 71 (cabala napoletana permettendo) e si arriva al sito patrimonio dell'UNESCO. 120 RMB a testa e siamo dentro.
Guida interattiva direttamente sul cellulare; che però sarà di scarsa qualità con poco materiale e immagini che, beh, puoi vederti tranquillamente da solo. Evidentemente non siamo i soli a deficitare (almeno ogni tanto) nella promozione dei nostri siti turistici.
Però appunto, le immagini che puoi vederti da solo sono come quella qui sotto.
Cave con bassorilievi buddhisti ovunque si volti lo sguardo. Incredibile lo stato di conservazione. Purtroppo molti bassorilievi del Buddha sono stati vandalizzati (un po' da tutti, giapponesi, cinesi, cacciatori di souvenir...). Ciò non toglie che quando il Buddha è parecchio grande, non c'è vandalo che tenga.
Eh prova a portartelo a casa questo...
Tempio di Fengxiang
Non male, nevvero? Considerando che queste grotte hanno circa millecinquecento anni soprattutto.
A suggellare cotanta bellezza c'è anche da segnalare lo scenario nel quale è inserita, ovvero lungo il fiume Luo.
Finché la barca va...
Il tempio che però mi ha affascinato di più è stato il Kanjing temple, dove al centro si trova il Buddha e attorno a lui i suoi discepoli illuminati. Veramente molto espressivi e ben conservati.
Se si pensa appunto a quanti anni fa siano stati scolpiti questi bassorilievi e statue viene la pelle d'oca. Ci si può tranquillamente fermare a contemplare i dettagli anche una mezz'ora. La cava è ampia, l'atmosfera di pace, la bellezza lampante e si ha tutta la calma di osservarla in quanto. Almeno, così è stato per me in quanto non c'era molta gente quel giorno, cosa da non dare per scontato in Cina dove la gente specie sotto le feste si muove a milionate da un capo all'altro del Paese.
Spiritualità, storia e natura è il connubio che vado cercando ogni volta io visiti un posto nuovo. Qui l'ho trovato. Poco importa la scarpinata e il caldo, anzi, in casi come questi il premio è ciò che vedi.
...e pertanto non può mancare il mio tributo in musica!
Nel primo video, visto il passaggio obbligato davanti al sito della mia performance dovuto alla strettezza della viuzza, si è anche radunato un discreto gruppetto ed è scattato l'applauso. So soddisfazioni!!! :D
Per chi non lo sapesse, sono rientrato in patria per un mese per motivi di salute. Dopo mesi di acciacchi che i medici cinesi non sono stati in grado di risolvere, ho deciso di farmi fare diagnosi da qualcuno che fossi in grado di capire quando mi parla.
Senza certezza di potervi assistere prenoto due biglietti per il concerto di Caparezza per me e mio padre. Malgrado essere stato operato il giorno prima, decido che non posso perdermi l'evento e ci vado in sedia a rotelle, mio padre a spingere. Non sono io il suo bastone della vecchiaia ma lui il mio bastone della giovinezza (o presunta tale ormai).
Ma son 6 anni senza il Capa dal vivo, astinenza totale. S'adda fà, assolutamente.
Come lo vedo sul palco mi scende la lacrimuccia, come se fossi una fangirl degli One Direction, ma mannaggia al demonio ci son cresciuto con i suoi pezzi e visto il mio girovagare per il mondo mi ricollego ai concerti che mi hanno accompagnato nell'adolescenza e l'emozione si fa sentire, anche perché quasi si dava per scontato che non lo si sarebbe più riusciti a vedere dal vivo.
Prima parte del concerto interamente dedicata al suo nuovo album che io, purtroppo, non ho avuto modo di approfondire granché per questioni di tempo soprattutto. Questi i pezzi:
Prosopagnosia Prisoner 709
Confusianesimo Una chiave Ti fa stare bene
Migliora la tua memoria con un click
Larsen
L’uomo che premette
Autoipnotica
In grassetto quelle che conoscevo bene. Insomma per riassumere grande energia con Prisoner 709 ed effetti pirotecnici che fanno concorrenza ai Rammstein. Senza l'effetto mangiafuoco s'intende, che vende un mondo sano e generoso. (ciucciafiuoco, ndr).
BANG BANG FEUER FREI 709!
Il cuore si scioglie quando delle cornette scendono dalla parte alta del palco e parte il beat di Una chiave, unico pezzo che mi ero imposto di riprendere per intero perché per me è un pezzo sentimentale. Qui sotto il video:
Perché è un pezzo sentimentale per me? Perché come ho detto in un altro post, sebbene Caparezza parli al suo sé adolescente, parla indirettamente anche al me adolescente. Succede quando le sue canzoni ti hanno accompagnato nei momenti duri del bullismo e ora ti aiutano a riguardare a quei giorni da un altra prospettiva, quella di chi comunque ne è uscito e guarda a sé stesso in modo molto diverso.
E non era vero che non ero capace, e non era vero che non c'era una chiave, anche se l'ho pensato così fortemente.
Per questo c'era la lacrimuccia prima del concerto e c'era a questo pezzo, perché questa canzone è il collante dai miei 14 anni ai miei 28 odierni. Metà esatta della mia vita.
Sono una pussy di merda, che ci volete fare.
Subito dopo un altro singolo: Mi fa stare bene, pezzo molto orecchiabile e in un album così sofferto di un certo valore. Almeno così la vedo io. È un po' quello che mi sento io. Ultimamente mi sembra che malgrado certe difficoltà (di salute anche nel mio caso), guardando nell'insieme, io abbia comunque la fortuna di sapere cosa "mi fa stare bene". Persone che hanno un volto, passioni che riesco a seguire, luoghi che posso visitare.
E parlando di problemi di salute, un pezzo che avevo ascoltato senza prestare troppa attenzione (colpevolmente) era Larsen. Caparezza soffre di acufene, un disturbo che porta a sentire stridii e rumori intensi anche laddove non ci sono. Traspare l'impossibilità di vivere una vita normale da parole e musica. I cori delle ragazze che cantano "fino alla fine" è disperante e rimanda quasi al suono di quei fischi e stridii che il Capa sente nella sua testa. Che pezzo ha tirato fuori da una situazione del genere...! Detto questo sarebbe stato meglio non fosse mai successo e si spera presto possa essere solo un brutto ricordo.
A spezzare la prima parte riguardante il nuovo album, molto intimo, cominciano le scenette che introducono la seconda parte dove il Capa canta le sue "hits", se così si può dire. Aspettavo le scenette con ansia, è uno dei tratti caratteristici dei suoi concerti.
Per sottolineare come dai problemi se ne esca e non ci si debba soffermare troppo, citazione beatlesiana di "With a little help from my friends" e via con Fuori dal Tunnel. Qui tutti si canta a squarciagola, come ovvio. Non so quanto la cosa faccia piacere al Nostro, visto che Guccini non canta l'Avvelenata e Kurt Cobain non suonava volentieri Smells like teen spirits, ma resta il pezzo che nel bene e nel male l'ha fatto conoscere al grande pubblico. Per chi canta come un pazzo a mari e monti, ignoranti e colti, sperando che qualcuno ascolti credo possa considerarsi comunque una canzone di un certo significato. Che poi boh, sto speculando.
Ho selezionato per voi solo il meglio
La canzone successiva è Legalize the premier, sotto elezioni pensavo (e forse un po' speravo) che avrebbe fatto una scenetta politica di introduzione, invece nisba. Non so se c'entri il silenzio elettorale. Forse sarebbe semplicemente stato troppo politico (cit.). Anche qui si svalvola e ci si contorce la lingua per cantare a tempo la parte "quand'ero bambino vestivo come un manichino dell'atelier".
Poi scenetta a tema Titanic, dove Capa e Diego Perrone si portano in testa ad un palco che somiglia al famoso transatlantico per poi scendere in terza classe fra i violini irlandesi a cantare Non me lo posso permettere.
- "Jack, paint me like one of your french girls." - "Ammazza che fOca!"
Qui sotto uno spezzone del ballo in tenuta irlandese di terza classe. Dimenticavo di dire che ci ho fatto l'Erasmus a Dublino, che momenti! Su sto pezzo mi parte il Flogging Molly che è in me.
Il secondo pezzo di Verità supposte è Jodellavitanonhocapitouncazzo. Per me che ho il cognome tirolese ha un certo significato. Meravigliosa la scenetta introduttiva con tanti sosia di Caparezza che amplificano i suoi tratti caratteriali, chi timido, chi curioso, chi potenziale serial killer. Oh, parole sue eh!
Goodbye malinconia a seguire. Diego Perrone con l'inglese se la cava bene dai. Caparezza canta mentre corre sulla ruota come un criceto, forse simbolo di una generazione che per quanto si sforzi non va da nessuna parte se non verso un instabile altrove.
Interessante il monologo-"outro" del pezzo dove Capa afferma che non serve cambiare la tua posizione nel mondo per migliorare te stesso. Lo puoi fare pure in camera tua se hai l'ispirazione giusta. Io applaudo anche se non sto mai a casa mia, ma condivido. Chiude il discorso dicendo che solo un viaggio gli ha cambiato la vita...
...e parte China town. Voglio dire, qui mi sciolgo abbastanza. È una coincidenza sicuramente, ma per me che in Cina ci vivo e che in un certo qual modo mi ha cambiato la vita, è una bella coincidenza. So benissimo che China la pronuncia con la /k/ e pertanto non fa diretto riferimento alla Repubblica Popolare Cinese, ma mi piace vederci quello che ci voglio vedere in questo caso. #mifastarebene
Che poi il Capa in Cina tira parecchio. La mia delusione quando chiesi la traduzione del testo ai madrelingua ricevendo per tutta risposta che il testo cinese fosse troppo idiota per essere tradotto. Come si permettono di permettersi?
Scenetta sulla fine del mondo e sullo sterminio delle api, a seguire esecuzione de La fine di Gaia. Capa si esibisce in tenuta da apicoltore ed afferma che sia uno dei capi più difficili da indossare e da svestire. Buono a sapersi, almeno so che di tutti i lavori che avrei potuto fare e che ho mancato, quello ho fatto bene a mancarlo. Non che ci abbia mai pensato seriamente, in realtà.
Scenetta sullo spaventapasseri che come un Dio scaccia i corvi dal nostro oggi e domani. Forse di tutte le scenette quella che il mio povero cervelletto è riuscito a seguire di meno, ma riprendo subito la piena facoltà mentale sentendo l'introduzione di Vieni a ballare in Puglia e con me tutto il pubblico che salta, canta e, appunto, balla (ma non in Puglia).
Giuro che non mi drogo per fare battute così idiote, peraltro anche Capa giura di non drogarsi quando parla dello spaventapasseri come di una divinità scacciacorvi. Noi si può. A-Ha.
Divinazione di spaventapasseri
Ma lo spaventapasseri assume la sua collocazione metafisica perfetta nel contesto del concerto quando Capa lancia un monologo su Van Gogh.
Questo è il momento per me più intenso del concerto, un po' perché Van Gogh l'ho visto e rivisto in Francia e ne sono rimasto incantato, un po' perché mi ha sempre affascinato il suo personaggio e ho sempre detto che essere il creatore di tanta bellezza e riceverne in cambio solo umiliazioni sia un macigno che schiaccerebbe chiunque, e un po', infine, perché sottoscrivo tutto quello che viene detto nel monologo che vado a mostrarVi, oh miei cari lettori, qui sotto.
Come avrete intuito, la canzone in coda al monologo è Mica Van Gogh.
Uscita breve di scena, rientrano tutti vestiti di rosso con colbacco, baffi e bandiere comuniste.
Parte Avrai ragione tu, una carica di energia. Una scenografia spettacolare. Qui rimpiango di essere sulla sedia a rotelle mannaggia a me. Vorrei pogare e urlare a squarciagola in un palazzetto stracolmo a maggioranza kommunistah "magari chiedo scusa ai leghisti, magari scrivo a caratteri cubitali, voglio la Padania libera via dall'Europa per il gusto di chiamarvi EXTRACOMUNITARI!"
Invece mi ricordo di vivere in un paese a maggioranza berlusconiana (soon, you'll see) e piango interiormente.
Rimpiango molto di non aver estratto alcun video della canzone, ma ero troppo preso bene per incappare in simili distrazioni.
Altra botta di energia con il più classico dei classici (cit.): Vengo dalla luna. Altro pezzo che ha un che di sentimentale per me, essendo spesso io stesso lo "straniero". Lo si canta tutti all'unisono a memoria e anche qui, vorrei tanto pogare. TIENITI LA TERRA UOMO IO VOGLIO LA LUUUNA!
E vorrei tanto pogare anche il pezzo successivo che è Abiura di me. È il pezzo di chiusura. Una chiusura degna di un concerto che per me è davvero stato aria fresca nei polmoni.
Che altro vi posso dire? Erano passati 6 anni dal mio ultimo concerto del Capa. Troppi.
Finalmente ho trovato il tempo di visitare l'Esercito di Terracotta. Ci sono volute un'ora e mezza e due bus dal centro città per arrivarci, ma ne è valsa la pena, anche perché ha comportato uscire dalla grande metropoli e vedere un po' di verde e le montagne circostanti.
A proposito di bus, un consiglio a chiunque voglia andarci, evitate i bus colorati, per intenderci quelli con la gente urlante che ti prende sottobraccio per portarti a bordo del bus. Prendete solo quelli bianchi, quelli sono i bus ufficiali. Qualora decideste di andarci, capirete di cosa parlo. Dopo un po' di tira e molla, sia l'autista del bus bianco che i passeggeri che ci hanno visto salire, ci hanno rassicurati di aver fatto la scelta giusta.
7 kuai a testa e si parte per l'avventura. Arrivati il sito non è facile da trovare in quanto è pieno di bancarelle ma basta chiedere, ci sono alcuni centri di informazione dove si possono ottenere informazioni in inglese.
L'entrata è 120 kuai a persona. Ressa di guide turistiche che si offrono di accompagnarti in ogni anfratto del sito. Ne prendiamo una.
Percorriamo un sentiero in mezzo alla neve e arriviamo al sito vero e proprio. Lo spettacolo è maestoso anche se la massa di turisti e il fatto che li si vede dall'alto li fa apparire distanti, non se ne apprezzano i dettagli.
I dettagli si apprezzano molto di più quando si arriva alle teche.
Generale
Detto ciò, per quanto mi riguarda il luogo è assolutamente da visitare e di eccezionale bellezza. Il contesto storico nel quale è stato creato l'Esercito di terracotta è, almeno per me, qualcosa per il quale è molto difficile provare fascino, visti i deliri di onnipotenza dell'Imperatore Qin, l'ideatore del sito.
Per riassumere, l'Imperatore idealmente avrebbe voluto che tutti coloro che lo avevano accompagnato in vita morissero con lui, quindi ha murato vivi ministri, funzionari, concubine e pianificava di portarsi via anche il suo esercito, cosa che per motivi pratici si dimostrò inattuabile. Così nacque l'idea di un esercito di terracotta.
Entrare in sintonia con un luogo che racconta una storia del genere mi è difficile e ho visitato luoghi che mi sono entrati nel cuore in maniera più profonda, ma ciò non toglie che sia un sito di eccezionale valore storico e dall'immenso potenziale, visto che è stato scoperto negli anni '70 da dei contadini (l'ultimo dei superstiti, Yang Zhifa, rilascia autografi in uno dei negozietti di souvenir del sito, se può interessare) e da allora si continua a scavare. La tomba vera e propria dell'Imperatore è ancora rimasta immacolata dal momento in cui l'hanno sepolto, visti i rischi di crollo e i fiumi di mercurio che la circondano.
La visita vale la pena, quindi se interessati, andateci e... senza fretta. Più aspettate, più ci sarà da vedere, questo forse è il bello! :)
Io ovviamente, non potevo esimermi dall'offrire il mio modesto tributo musicale al sito!
Penso in giro per il mondo ci siano video da diversa prospettiva, c'era un po' di pubblico e qualche smartphone alzato! :)
OCCAZZO UN ALTRO POST DI BUONI PROPOSITI PER IL 2018 E DI RINGRAZIAMENTI A MO DI PREMIO NOBEL PER CHI C'È STATO NEL 2017!!!!!
No. Non ricado in cliché così scontati, o meglio non completamente.
Ultimamente ho ripescato un po' di Woody Allen che era rimasto latente nella mia memoria, fra spezzoni di Il dittatore dello Stato libero di Bananas e Amore e Guerra, mi ha colpito rivedere questo spezzone di Manhattan.
Non voglio essere tanto drammatico da stilare una lista dei motivi per vivere, quelli li trovate da soli. Qui ci si rimette sempre alla parola di Quelo.
E quindi la mia lista, un po' meno ambiziosa, sarà su ciò che è valso la pena vivere nel 2017 (e rotti).
I viaggi a Parigi, da solo e con mio padre
Perché da soli si respira la città. In compagnia la si condivide. Condividerla con tuo padre che si lancia in improvvisazioni di francese maccheronico poi è ancora più bello. Da ricordare il "pour plaisir" invece dell'inflazionatissimo "s'il vous plait" e i dialoghi in lingue tutto fuorché francofone con la tipa alla reception dell'hotel. Penso fosse un'idioma più vicino al dialetto novarese che al francese.
Hm, il dialetto novarese è abbastanza francofono comunque, in effetti.
Le reunion a Brema e a Milano prima del grande viaggio in Cina
Con quegli amici e amiche che per quanto non riesci a sentire spesso, avverti sempre presenti nella tua vita. Vabbé ma come sono romantico però.
Però è vero. Grazie se mi state leggendo.
Ecco, adesso sì che sembra un post di ringraziamenti stile Nobel. FAIL
Brema? Sì, bella città ma non ci vivrei
I viaggi a Trieste e in Croazia con la famiglia
Viaggi per lo più di interesse storico-culturale che di villeggiatura. A Trieste un crocevia di storie che si intrecciano fra le due Grandi Guerre (e appena dopo). In Croazia la bellissima Pola e poi sulla via di rientro in Italia il Museo della cultura fiumana, istriana e dalmata per mettere le prime due cose insieme. Chi ha vissuto la guerra e ha dovuto abbandonare la sua città natale, quando è riuscito a sopravvivere.
Su questo farò magari un post a parte un giorno, intanto un estratto di bellezza cristallina del mio viaggio: l'anfiteatro di Pola.
L'uscita di pezzi rap italiani che sanno ancora parlarti al cuore
"Chi pensa che il mondo sia meraviglioso non ha visto quello che ti stai creando per restarci"
Un tuffo al cuore. I miei anni da 16enne pieno di insicurezze e timidezza. Che poi più o meno sono le stesse caratteristiche di Gabriele 28enne in un certo qual modo. Questa canzone parla sia a quel ragazzino riccioluto bullizzato di allora che all'uomo di oggi, alleggerito da quelle pressioni e da molti preconcetti su sé stesso.
La rima sotto il video è quella che più di altre sento vicina, ma anche i passaggi qui sotto contribuiscono a completare il quadro.
"gli incisivi con cui mordi tutte le matite", "potessi abbattere lo schermo degli anni ti donerei l'inconsistenza dello scherno degli altri", "so bene come ti senti e so quanto ti sbagli, credimi", "noi siamo tali e quali", "ci separano solo i calendari", "sono sopravvissuto al bosco ed ho battuto l'orco, lasciami stare fai uno sforzo e prenditi il cosmo".
Potessi parlare con Gabriele 16enne, gli direi tutte queste cose, ma probabilmente non riuscirei a dirle bene così. O magari sì, con un po' di impegno. Così mi sento adesso, con quell'idea di dover proteggere chi sono stato allora da chi non mi ha lasciato essere in quel momento ciò che sono comunque diventato. TOH.
Willie Peyote, il ritornello è un capolavoro. Mi dà orgasmi di buonsenso.
"Votare è un diritto, votare è un dovere
Ma se non sai chi votare, vota me per piacere
Tanto non hai alternative, guarda chi abbiamo al potere
Noi siamo gli unici onesti, lo dovresti sapere
Votare è un diritto, votare è un dovere
Ma se poi andiamo a vedere mi chiedi di scegliere bene
Per il bene comune, in comune che pensi di avere
Anche tu mentire l'hai reso un mestiere"
E sto referto degli esami non so nemmeno io se ho voglia di ritirarlo, di fatto andrò in Italia apposta prossimamente. Quella vena nostalgica che aiuta a vivere meglio, senza piagnistei, un po' come la canzone un po' più sopra.
"Come la tua mancanza, io non la sento anche se so che c'è...."
Ehi ehi, aspetta! Non ho finito con i consigli musicali!
La magia di Rodrigo e Gabriela. Con un nome così poi il risultato non può che essere eccellente
Clutch sembra una marca di bricolage, tipo Bosch e cose così. Martellare martella parecchio in effetti.
Un lavoro che mi piace!
Eh beh, detto niente. Insegnare la prestigiosa Lingua Italiana ai cinesi è uno spettacolo. Un po' problematico quando devono scandire la parola "grande", vista la loro tendenza a cambiare le R in L, ma nel complesso un vero e continuo scambio culturale.
Vederteli cantare ad minchiam "Cuore matto" perchè hai fatto fare loro un esercizio sui pronomi indiretti (che ho appena usato magistralmente in questa frase, puah) è da gioia di vivere assoluta.
E poi a Natale cena tutti insieme, si svalvola con mix di lingue strani, regali a go go, accenti fasulli italiani mentre parli cinese. Ah, ovviamente si mangia tutti Panettone e Pandoro insieme allegramente. Spettacolo puro.
Gli ultimi istanti immortalati del Pandoro Maina prima di essere divorato selvaggiamente
Beccare i biscotti novaresi nei supermercati cinesi
Si avvertiva da tempo, c'è tanta voglia di Novara nel mondo. Troppa gioia.
Ovviamente anche loro sottoposti ai palati dei miei studenti. Apprezzati, come deve essere, se no li caccio fuori a pedate.
Imparare il cinese
Ebbene sì, as we speak, ho finito l'unità 75 del mio libro facendo già 27 unità di ripasso. Questo vuol dire che ho appena superato la metà esatta del libro. Non ci si abbatte alle poker face dei tassisti perché si sbaglia il tono della stazione della metro dove vuoi che ti scarichino. Ormai poi sono il re delle small talk, sempre meno small, fra un po' conoscono pure i miei segreti d'infanzia questi.
非常好
Nuove amicizie, nuove relazioni
Svizzeri, egiziani, slovacchi, colombiani... sembra l'inizio di una barzelletta, invece sono le nazionalità di chi come me ha mollato qualsivoglia piano di vita stesse portando avanti in quel momento per finire in quel di Xi'an. E sì, ho parlato di relazioni, un avvenimento da queste parti frequente quanto una dichiarazione di pace fra le due Coree.
Magari un giorno vedremo anche quella. I HAVE A DREAM!
e per ultimo.... tutto quello che sto dimenticando!
Vuoi perché è scientificamente provato che l'invecchiamento inizi ufficialmente alla soglia dei 25 anni, soglia da me già passata, o perché non tutti gli avvenimenti sono stati positivi e quindi indimenticabili, la pubblicità su Youtube ad esempio.
Ma in qualche modo anche gli eventi negativi vanno ricordati, sia perché non si vuole ripeterli, sia perché alla fine la maggior parte delle volte è difficile siano completamente negativi.
Infatti, tornerò in Italia per un mesetto a Febbraio per fare un bel controllo della mia salute da cima a fondo in quanto sono stato tartassato per mesi da problemi fisici. Ho bisogno di riprendere possesso del mio corpo, se no come faccio a girarmi l'Asia e a fare tanti bei video donde se toca Sikuri? :)