Carissimi appassionati e carissime appassionate di questo blog, non posso lasciare che l'anno termini senza una degna chiusura, pertanto solo per voi mi sottrarrò ai miei pressantissimi impegni di lavoro e di studio per raccontare uno degli eventi più significativi dell'anno solare 2021.
Il tuo viaggio in Puglia direte voi? No, quello un'altra volta...
Allora Matera! Vabbè, ma ci sono andato contestualmente alla Puglia... le farò insieme, forse...
Il tuo giro a Genova? Eh, ci ho pensato, ma anche per quello dovrete aspettare trepidanti... magari a febbraio che, si sa, è la stagione dell'acquario...
Ho scelto un altro argomento: la (mia) prima alla Scala di Milano.
Biglietti ottenuti sotto soffiata di un capousciere corrotto (cit.). No, in realtà la sorella di una mia amica conosce un tipo che lavora alla Scala e che era in possesso di biglietti omaggio; ed è solo per puro culo che la sorella non potesse andarci quella sera e quindi, posso dirlo: L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti aspetta solo me.
Mi ricordo che quando andai a lavorare in Cina parlando un mandarino molto basico, nella mia prima classe di studenti di italiano c'era un ragazzo cinese che aveva scelto un nome italiano molto strano, un tale Nemorino. Nel mio cinese basico provai a dirgli che era un nome bizzarro, anche per sottrarlo a eventuali atti di bullismo una volta giunto nel Belpaese. Lui, nel suo altrettanto basico italiano disse una sola parola: l'opera.
È stato proprio in Cina che ho imparato cosa fosse l'Opera italiana, cosa significasse per il mondo, che patrimonio immenso avessimo a disposizione. Quel bagno d'umiltà fu la miccia che accese il mio desiderio di esplorare questa e quell'aria, questo e quel compositore, questo e quel libretto.
Sempre umilmente posso dire con certezza di conoscere ancora oggi molto poco, ma mi conforta sapere che nella mia vita c'è un universo così grande da esplorare ancora a mia disposizione.
Sempre umilmente posso dire con certezza di conoscere ancora oggi molto poco, ma mi conforta sapere che nella mia vita c'è un universo così grande da esplorare ancora a mia disposizione.
Questi biglietti, per qualche congiunzione astrale, sono arrivati nelle mie mani. Questa non sarà una tappa qualsiasi della mia esplorazione dell'Opera, questa sarà una vera e propria pietra miliare nel tempio indiscusso dell'Opera nel mondo.
E sempre per qualche congiunzione astrale, andrò proprio a vedere L'elisir d'amore di quel Nemorino a me sconosciuto, ma conosciuto fino in Cina.
Furono i miei studenti a cantare molte arie che poi io appresi grazie a loro, malgrado non fossi in grado di cantarle altrettanto bene.
Una che era particolarmente conosciuta e riconoscibile era "Una furtiva lagrima". Non chiesi mai di quale opera fosse.
Ebbene sì.
Quando mi è stato chiesto di commentare lo spettacolo, ho fatto fatica a trovare un commento adeguato.
Mi ha affascinato sicuramente l'aria giocosa, l'utilizzo di parole che il volgo ha poi adottato proprio perché l'Opera si aprì anche alle fasce meno abbienti della popolazione ("bricconcella", "scoppole", eccetera), l'esecuzione canora impeccabile degli interpreti, i colori, i costumi, il messaggio dell'opera trascendentale, attuale anche oggi, sulla creduloneria della gente, ma senza la spocchia di oggi.
Insomma, ci vorrebbe un modo di includere tutto questo in un commento che sia efficace e conciso. Sì, ma come?
L'unico modo che ebbi di riassumere tutto ciò, furono due parole pronunciate nel film Amadeus da Salieri al momento della presentazione di Mozart all'Imperatore:
"Diletto straordinario"
Ringrazio di aver lasciato l'Italia per poter vedere cosa rappresenti l'Italia all'estero. Il viaggio non solo ti apre nuove prospettive, ma ti aiuta a scoprire nuovi punti di osservazione per rivisitare ciò che già conosci sotto una nuova luce.
E bene hai fatto, Nemorino, a non ascoltare il mio pessimo consiglio e a tenerti quel nome.