20 marzo 2016: il mio primo viaggio in Asia: Thailandia prima e Cambogia dopo. Primo viaggio in totale solitaria, peraltro. Sono passati 9 anni. 9 ANNI.
In questo post mi concentrerò solo sulla mia tre giorni thailandese, in quanto la Cambogia penso meriti un post a parte.
Ma perché questo titolone clickbait? Ve lo svelerò presto.
All'epoca vivevo in Germania ed il riscaldamento globale non era ancora così riscaldante, quindi a marzo c'erano 5 gradi o poco più. Ricordo il mio arrivo ai 37 gradi thailandesi e l'escursione termica che mi permeava il corpo e l'anima.
Ovviamente i tassisti non azionano il tassametro e fanno finta di non trovare l'albergo per farti pagare di più e tu puoi solo subire, ma d'altronde con quei due spicci in più che ti costano loro si sistemano la settimana, tu per i loro standard sei un turista riccone anche se in realtà guadagni a malapena il salario minimo e quindi cerchi di portare pazienza.
Escursione termica, caldo soffocante, ho fatto un pisolino di un'ora e mezza quel pomeriggio perché altrimenti probabilmente non sarei sopravvissuto al mio primo giorno thailandese e voi non potreste leggere questo fantastico post. Safety first.
La prima tappa è stato il Palazzo Reale.
Essendo il mio primo viaggio in Asia, rimanco estASIAto. È tutto nuovo, mi sento come un bimbo in un negozio di caramelle: ovunque è meraviglia, un'esplosione di colori, un fiume travolgente di storia e cultura che si intersecano.
Ecco un reperto audiovisivo dell'evento:
Questo è stato anche uno dei miei primi viaggi con il siku. Il seme era stato piantato l'anno precedente a Rapa Nui, l'Isola di Pasqua, e cominciava a germogliare.
La tappa successiva è Wat Pho e il suo gigantesco Buddha sdraiato.
Quanta gioventù. Adesso oltre al Buddha sono sdraiato anch'io, ma per il mal di schiena e gli acciacchi. Somiglio al Buddha anche per l'immensa saggezza maturata con l'età, ovviamente.
Ricordo che prima di entrare una canaglia mi disse che il tempio era chiuso ma che ero fortunato perché c'era un suo amico che poteva portarmi a visitarne un altro simile a un prezzo conveniente. Non solo era evidentemente una vile menzogna, ma anche una palese straccionata. Diffidate di simili individui, sperando che nel frattempo siano stati arrestati tutti.
Comunque, altro giro, altro video!
Solo dopo avrei conosciuto amici ed amiche asiatici che mi avrebbero sconsigliato di fare video con il Buddha, in quanto simbolo religioso. Devo dire nel corso degli anni di essermi rifiutato più volte di farlo, a memoria.
Successivamente, si parte alla volta di Wat Arun, in traghetto!
È uno dei posti più incantevoli che io abbia mai visitato. Ricordo di aver avvertito il bisogno di condividerlo con mio padre e mia madre, quindi ho fatto partire una videochiamata da un milione di dollari in roaming internazionale pur di far veder loro cotanta bellezza in diretta, anche se solo per pochi minuti.
Il giorno successivo ho visitato la Jim Thompson's house. Lui era un imprenditore americano che investì nel mercato della seta thailandese. Inoltre ho visitato il Buddha d'oro massiccio di Wat Traimit e la China Town, in attesa di visitare le città cinesi vere e proprie un paio d'anni dopo.
La Thailandia è fantastica. Sono sicuro che se dovessi mai visitare altre città oltre a Bangkok, me ne convincerei ancora di più. Tanti amici che ci sono stati non fanno che dirmi la stessa cosa.
Unico neo i tassisti. Vi ricordate quello che mi ha fatto la cresta senza tassametro? Un altro mi ha letteralmente abbandonato in tangenziale. Mi piace chiudere così. Dando un senso al titolo e spiegandovi questo simpatico aneddoto.
Tornando a casa dalla Jim Thompson's House avevo qualche souvenir di seta, borse colorate, ero vestito in modo colorato anch'io. Un turista che si sarebbe potuto riconoscere anche dallo spazio.
Salgo sul taxi con la mappa della zona dove ho l'hotel e la foto di una statua ubicata nella piazza stessa. All'epoca i GPS non erano così mainstream ed efficienti come oggi. Facevo ancora le foto con la macchina fotografica invece del cellulare. Penso di aver comprato un Samsung A5 proprio quell'anno. 4GB di memoria. Mi è durato fino al 2023. Che ricordi, che nostalgia.
Al tempo stesso però non ci potevi fare praticamente nulla.
Ebbene, baldanzoso mostro la foto della statua all'autista che non parla una parola d'inglese. Sguardo confuso, dice qualcosa in thailandese che non capisco. Gli mostro il nome del mio hotel e l'indirizzo, che però Booking mostra in caratteri latini, che lui non capisce.
Mette in moto e parte. Mi rassicuro.
Fa già buio.
Non riconosco la zona. Immagino la stia prendendo ancora lunga, come il primo. Bestemmio internamente.
Quando lo vedo imboccare una tangenziale con macchine che sfrecciano a destra e a manca e abbandonare la città però mi insospettisco e temo per la mia incolumità.
Gli intimo di fermarsi con degli "STOP!" decisi. Cosa che per fortuna lui fa.
Ma...
...mi ritrovo con i miei vestiti colorati, le mie borse piene di souvenir, colorate anche quelle, da solo, come un gatto in tangenziale. O forse dovrei dire: un tipico turista europeo in tangenziale.
Quindi comincio a camminare in direzione opposta (ostinata e contraria) a quella dalla quale eravamo venuti.
In Thailandia, all'epoca, c'era forte urbanizzazione, ma resistevano delle sacche di campagna intorno alla città. Mi trovavo in questo tipo di paesaggio.
Al che c'erano veri e propri proletari e contadini che vedevano questo turista con le borse colorate camminare in tangenziale. Cosa avranno pensato? Qualche possibilità:
"Ma sto cristiano si è perso?"
"E' una spia russa?"
"E' un disgraziato che potremmo spennare facilmente?"
Per fortuna nessuno ha pensato l'ultima, quindi a un certo punto mi son trovato di nuovo in zona città. Era già tardi, non avevo ancora mangiato e saranno state le 9 e mezza.
Decisione da prendere: attraversare la tangenziale con tutte le borse, nelle macchine sfreccianti.
Sì, perché erano davvero tante e non c'erano semafori, solo qualche sparuto momento in cui le macchine erano di meno.
Decisione tragica: attraverso la tangenziale al volo, tipo Fantozzi. L'illuminazione c'è, data dai lampioni, sono colorato più che con un giubbotto catarifrangente. Oh, magari mi suonano, ma impietositi mi lasceranno passare.
Attraverso la prima corsia (bella larga), mi piazzo sul salvagente autostradale, osservo il flusso di macchine, mi apposto in agguato, riparto, superata la seconda corsia con uno scatto da Usain Bolt. Eh, a riaverceli 25 anni!
Sono tornato in città, ma non ho la benché minima idea di dove io mi trovi, né di dove si trovi il mio albergo.
Intravedo in lontananza un tuk tuk, quelli che ho sempre evitato per paura che mi facessero una cresta maggiore di quella che già non mi fanno i tassisti.
Lo chiamo, mi chiede in inglese dove devo andare, gli mostro la statua, un cenno di intesa e si parte.
Nessuna cresta, massima efficienza, vorrei dargli un bacio in fronte.
E quasi quasi, lo darei pure al tassista, per avermi permesso di raccontare una disavventura così memorabile. Quasi tanto memorabile quanto la Thailandia. Merita!
E ci lasci così? Senza più video? Ma no!!! Ecco per voi, in esclusiva: il mio bis al Palazzo Reale, si sentono applausi alla fine. Meritati anche quelli, ovviamente! :D
Chamampi sikuri e alla prossima!
P.s. per saperne di più delle avventure del vostro Affezionatissimo con i taxi in terra straniera, cliccare qui.
Quest'anno posso reputarmi soddisfatto in tema di viaggi: Spagna, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia... e ora di nuovo Italia.
Invitato da un amico d'università a Genova, non me lo sono fatto chiedere due volte.
È strano come con certe persone le cose si possano riprendere esattamente da dove si erano interrotte l'ultima volta. Sappiamo bene che l'università è il periodo di maturazione per eccellenza: scopri che il mondo è vastamente più grande della tua piccola provincia novarese, sia in termini di grandezza fisica, sia in termini di culture da scoprire e modi di pensare. Impari il senso della prospettiva e di come vada, per puro istinto di sopravvivenza, ampliato per rimanere al passo con il mondo che gira.
E con Giacomo è sempre stato un po' di tutto questo: discussioni di politica, progetti di viaggi (originariamente in Irlanda in Erasmus dovevamo andarci insieme) e musica, tanta musica.
Quando Giacomo mi ha detto che avrebbe fatto un concerto di cover di De André non ho saputo resistere e ho prenotato subito il biglietto del treno. Lo stesso motto di questo blog: "Per la sola ragione del viaggio, viaggiare" è tratto da Khorakhanè, una canzone del celebre cantautore genovese. Questo concerto s'ha da vedere.
Molto lodevole anche l'iniziativa di pagare il biglietto del concerto in cibo da spedire nelle zone di guerra in Palestina.
E tante discussioni fiume fino a notte fonda come ai vecchi tempi, su temi mai banali, fra una battuta di merda, un gioco di parole e una riflessione sulle prossime mosse dei capi del mondo sullo scacchiere geopolitico mondiale.
Particolarità, il soggiorno è stato al Forte Tenaglie. La particolarità di dormire lì, è l'aver fatto a piedi, passo dopo passo, camminando e godendosi il panorama, chilometri ogni giorno dalla città alla collina. A parte una notte in cui abbiamo dovuto correre per prendere l'ultima funicolare. Ho dimostrato a me stesso di avere ancora l'età, per fortuna, per quanto il mio fiatone per la mezz'ora seguente abbia provato a sostenere il contrario.
La natura circostante è avvolgente, si vede il porto di Genova e tutta la città dall'alto. Verde dappertutto.
Spiace quasi di non aver visto il tanto citato caligo, ovvero la nebbia di mare, ma osservando la foto direi che non ci si può comunque lamentare.
La tappa culturale principale del weekend per quanto riguarda le cose che Genova ha da offrire da un punto di vista storico-culturale è stata senza dubbio il Castello De Albertis. Enrico Alberto De Albertis fu un importante navigatore che ripercorse le rotte di Cristoforo Colombo, e non solo. Tanti cimeli e reperti storici da tutte le parti del mondo.
...per poi finire sempre lì, dove il richiamo della musica e della poesia di De André si fa più forte: in Via del Campo.
È bello finire questo 2024 con questo viaggio: l'amicizia, lo stimolo culturale, la poesia, la musica, i viaggi, l'esplorazione. Mi auguro, e vi auguro, altrettanto di tutto questo in questo 2025 ormai alle porte. Che sia per tutti noi un anno rigenerante come questo ultimo viaggio del 2024 è stato per me.
Les temps sont durs pour les rêveurs, tempi duri per i sognatori, dice un film.
Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, dice un famoso drammaturgo.
In direzione ostinata e contraria, dice un famoso cantautore italiano.
E sempre lo stesso cantautore dice: per la stessa ragione del viaggio, viaggiare. Motto anche di questo blog.
Accompagnato dalla Luna, sia in cielo, sia in terra, in quanto così si chiama la mia ragazza, ho visitato le Asturie e quello che mi ha colpito è stata proprio la bellezza della natura.
Quanto diamo per scontato il pianeta in cui viviamo, quanto poco ci rendiamo conto del miracolo di vivere su un piccolo pianeta blu che gira intorno a una enorme palla di fuoco sospesa nel vuoto.
Quanto è eccezionale il fatto stesso che la vita abbia potuto incidentalmente manifestarsi proprio qui. Quanto è eccezionale che un pesce un giorno si sia stancato di nuotare e tipo Forrest Gump abbia detto: "Sono un po' stanchino, credo che andrò a farmi una passeggiata sulla terraferma ora"? Quanto è eccezionale che da quel pesce si siano originate nuove specie, compresa questa buffa creatura che batte le dita su una tastiera riorganizzando i suoi voli pindarici in caratteri da diffondere nell'etere.
La natura può essere crudele, spietata. Al tempo stesso, prima di cercare il paradiso dopo la morte, ricordiamoci di apprezzare il paradiso in vita. Ricordati che devi morire, e ricordati di essere felice.
...ma di non scendere in Italia per le feste. Ho fatto la partenza intelligente.
Sono tornato in Italia poco prima di pasqua, motivi per i quali l'ho fatto:
- Se vuoi incontrare qualcuno non è occupato - Se vuoi andare da qualche parte non c'è la ressa - Se vuoi prenotare il biglietto aereo non devi impegnare un rene e la milza
E devo dire che non rimpiango la mia scelta.
Itinerario realizzato in ordine cronologico:
- Mostra di Picasso al MUDEC di Milano - Teatro alla Scala: die Entführung aus dem Serail - Escursione sul lago d'Orta - Incontro con colleghi e colleghe di lavoro a Bergamo - Partita allo Stadio Silvio Piola di Novara, derby delle risaie
Partiamo dalla prima, un solo commento possibile: deludente. Dopo essere stato al Museo Reina Sofia di Madrid e aver visto Guernica più altri capolavori a 12 euro, vedere due quadri in croce del maestro a 16 euro in un'oretta è un affronto alla decenza. Sorry, not sorry.
Però tornare a Milano dopo mesi, in compagnia di amici, vale sempre la pena.
La seconda: die Entführung aus dem Serail. La rappresentazione mi è piaciuta tantissimo. Senza slanci di egocentrismo, nessuna modifica alla storia o ai personaggi. Così come AmaDEUS comanda. Meraviglioso.
Escursione sul lago d'Orta. Mio padre organizza il giro. Malgrado le sue quasi 71 primavere, come si dice da noi al nord, il ragazzo rampega ancora! Ma dopo la salita, sempre bei paesaggi come ricompensa.
Isola San Giulio, Sacro Monte e Madonna del Sasso. I turisti si contano sulle dita di una mano. Le barche per arrivare all'isola semivuote. L'atmosfera sull'isola, già che è un convento, è di pace e tranquillità.
C'è tutto il tempo per godere della reciproca compagnia e di parlare del più e del meno, fino a commentare quella volta che da bambino implorasti tuo padre affinché ti comprasse l'Emiglio Laser che era proprio il meglio (cit.) facendogli spendere un capitale, imparando dal fatto che in realtà quello stesso Emilio Laser non sapesse fare assolutamente nulla se non rumore, il valore del denaro.
Chissà che fine hai fatto, patetico ammasso di plastica inutile. In realtà, dalla tua inutilità ho imparato due delle mie più grandi lezioni di vita: il marketing ingannevole e il valore dei soldi... quindi grazie Emiglio, sei proprio il meglio.
Sono anche stato a Bergamo, alta e bassa, con tre mie colleghe polacche e due miei colleghi italiani. È stato bellissimo vedersi faccia a faccia dopo essersi visti per tanto tempo dietro uno schermo. Peccato siamo stati a Bergamo proprio il giorno in cui avevano finito la polenta, al ristorante non ce l'avevano, ma buon motivo per tornare!
Inoltre mi dicono che mi difendo bene con il polacco, anche se penso siano troppo buone. <3
Dulcis in fundo, ma non troppo dulcis, sono stato allo stadio, sempre con mio padre, a vedere Novara - Pro Vercelli. Atmosfera frizzantina!
Non troppo dulcis perché da 2 a 0 ci siamo fatti riprendere al 90esimo. 2 a 2. Però sempre dulcis perché ci vai con tuo padre dopo anni.
Amici, viaggi, paesaggi, musica, arte, ma soprattutto famiglia. Questo viaggio si riassume in "Beato chi ha una mamma e un papà, perché è fortunato e non lo sa!"
Ricordo che da ragazzino vidi il film 'Amadeus', mio padre continuava a dire che fosse un capolavoro. Io lo capivo poco, in quel periodo ero più preso dai Pokemon che dalla musica classica. Il tema del film lo trovavo piuttosto cupo e mi rievocava probabilmente flashback inconsci di quanto fossi terrorizzato dalla musica classica nel film 'Fantasia', soprattutto la parte riguardante 'Una notte sul Monte Calvo'
Sta di fatto che ho accantonato l'opera e la musica classica per decenni ritenendola noiosa.
Finché...
...in Cina il mio primo gruppo di studentelli di italiano me le fece riscoprire. Uno di loro si chiamava Nemorino, un nome alquanto bizzarro! Non fosse altro che Nemorino è il nome del protagonista dell'Elisir d'Amore di Gaetano Donizetti.
Com'è che i cinesi che stanno a 10.000 chilometri dall'Italia vivono di opera lirica e io che ci sono nato ne so poco o niente?
Allora ho ricominciato proprio rispolverando il film Amadeus. Rivederlo in età più matura è stato profondamente diverso.
Per quanto sia opera di finzione, la musica è quella che è: stupenda. Il film ti insegna come ascoltarla, come riconoscerne la grandezza. Mozart da genio diventa mito. Se il genio è terreno, il mito è divino. Quindi laddove si possono trovare tracce del divino nel reale, là avrò interesse ad andare.
E quindi prima si va alla Scala di Milano a vedere il Don Giovanni.
La scena del commendatore ha una potenza musicale superiore a qualsiasi brano heavy metal. Arricchita da una storia che ti cattura dall'inizio alla fine.
Tuttavia, non mi ritengo ancora soddisfatto. Devo visitare i posti dove ha vissuto, dove ha suonato, dove ha composto.
Negli ultimi post ho parlato del mio viaggio in Trentino-Alto Adige. Cosa c'è poco più a Nord?
Esatto: l'Austria. Patria natale di Wolfgang.
Prenotato il biglietto per vedere Die Zauberflöte al Salzburger Festspiele, si prenota anche un bel biglietto del treno da Bolzano a Salisburgo.
Dall'emozione, quando sono sceso, mi sono dimenticato la valigia con tutti i vestiti sul treno. La mia valigia quindi avrebbe proseguito il suo viaggio verso Vienna. Io rimanevo in scarpe sportive, jeans e felpa a poche ore dall'inizio dello spettacolo. Uno spettacolo dove il dress code ha una sua importanza.
Conscio di non poter correre dietro al treno e senza sapere se rivedrò mai più i miei vestiti per le occasioni speciali, mi dirigo al mio hotel, gestito da suore in un seminario. Gentilissime, mi dicono dove si trova un H&M nelle vicinanze.
Avete presente le commesse e i commessi di H&M? Basta fare un passo verso di loro e ti chiedono come possono aiutarti. Ebbene, a questo giro non ne trovavo uno nemmeno a pagarlo.
Finché, minuti dopo, ne trovo una! Con un tedesco stentato da anni di pratica mancata le spiego l'accaduto. Mi dice che per entrare a teatro è assolutamente necessario che io mi cambi quei quattro stracci che indosso. Camicia blu, scarpe simil-converse, una quarantina di euro e si va di corsa a teatro.
Lo spettacolo è meraviglioso. L'atmosfera unica. La portata storica di questo evento nella mia vita indimenticabile.
Nei giorni successivi vado a vedere un concerto di musica classica (tra i quali Mozart) alla fortezza di Hohensalzburg.
E poi prendo il treno per Vienna, dove visiterò l'Opera, ma anche ascolterò un altro concerto alla Mozarthaus.
Ma siccome il mio viaggio in Austria ha una chiara connotazione musicale, decido anche di andare alla Casa della musica. Lì, ovviamente trovo altre informazioni su Wolfgang, ma non solo. Succede qualcosa di incredibile. Arriva una scolaresca di bambini e le loro maestre, quando a un certo punto una maestra...
"Immaginate che una mamma sia molto arrabbiata con la figlia e le dicesse...." e parte con l'aria della Regina della Notte: Der Hölle Rache kocht in meinem Herzen. Mozart è riuscito a rendere armoniosa pure l'ira. Chapeau a questa maestra per essere riuscita a didattizzare qualcosa di così sublime per un pubblico giovanissimo! Da insegnante avrei voluto abbracciarla.
Non avendo io l'ugola della signora, ma un fedele compagno di viaggi che ormai conoscete bene, il mio siku, ho deciso di rendere anche io tributo a mio modo a questo vero e proprio mito per me: Wolfgang Amadeus Mozart.
Nell'ordine, vedrete le mie esibizioni alla Mozarthaus di Vienna, alla Mozartplatz di Salisburgo, al Mozart Wohnung di Salisburgo e alla Mozart Geburthaus di Salisburgo. Quest'ultima particolarmente emozionante, essendo la casa dove nacque Wolfgang.
Ed è proprio con questa foto, rappresentante la stanza dove nacque, in questa data, il 27 gennaio, giorno della sua nascita che mi piace rendergli il mio umile tributo, ringraziarlo e augurargli: buon compleanno, Wolfgang!
P.s. alla fine al lost&found di Vienna ho ritrovato anche la mia valigia!
P.p.s. A marzo andrò a vedere 'Die Entführung aus dem Serail' alla Scala. Stay tuned! :-)
- reunion con vecchi amici della Cina a gennaio. - riappacificazioni. - nuovo lavoro a febbraio. - il Carnevale di Venezia - Il lago di Como - il lago di Garda (Sirmione) - nuova città a luglio (Granada). - viaggi nelle seguenti città: Siviglia, Cordoba, Lisbona, Sintra, Madrid. - esaurimento nervoso nel giorno del mio compleanno. - nuove amicizie da un po' tutto il mondo: India, Russia, Cina... - promozione al lavoro ad ottobre. - un lavoro che mi valorizza davvero e che mi appassiona - due partite di calcio allo stadio: Real Madrid al Santiago Bernabeu, Granada allo Stadio nuovo de los Carmenes. - La Bohéme alla Scala, lo Schiaccianoci e il Lago dei cigni a Granada. - Un corso di cinese e l'inizio di un corso di polacco. - Un corso di nuoto (work in progress) - L'arrivo dell'hotpot a Granada - Il concerto di Rodrigo y Gabriela - Stringere la mano di Rodrigo al concerto - Tanti libri, tanti film - Mia nipote di 8 anni che mi dice che sono quello più intelligente della famiglia.
Stabilite qual è quello più importante. Vi ho lasciato un'aiutino con la formattazione del testo.
Potete trovare anche un intruso, se volete.
Ad ogni modo, per quello e tutto il resto (intruso compreso)... grazie 2023.
Potrei raccontarvi di un weekend a Madrid. Potrei raccontarvi di 4 giorni di musei, parchi, ristoranti. Potrei raccontarvi di una partita del Real Madrid al Santiago Bernabeu.
Ma questo è tutto materiale per un altro post.
Oggi vi parlo del concerto di Rodrigo y Gabriela a Madrid, il 7 novembre 2023.
Punto 1: come me, anche Rodrigo y Gabriela hanno cominciato ad esibirsi in Irlanda, a Grafton Street.
Anche se loro con un po' più di fortuna rispetto al sottoscritto...
Forse Gabriele & The Family Jewels non è stata una scelta felice del nome, però va dato atto che abbiamo portato Bugo in eurovisione ben prima degli screzi con Morgan a Sanremo. Poi vabbè, era il mio concertino d'addio all'Irlanda al termine del mio Erasmus, quindi va bene lo stesso!
VA BENE LO STESSOOOOOOOOOOOO
Punto 2: GabrielA e GabrielE. Nuff said.
Punto 3: Li ho scoperti guardando la mia serie TV preferita, ovvero Breaking Bad. Non una scena qualsiasi peraltro, ma la scena dove Walt incontra Jesse per la prima volta dopo essere stato suo insegnante al liceo.
Punto 4: sono stati una delle prime band che ho ascoltato che facessero musica senza un testo. Da ragazzo, ascoltavo soprattutto la musica rap, perché una melodia senza un messaggio per me non aveva senso. La loro musica però mi comunicava tutto senza bisogno di ulteriori parole.
Punto 5: mi hanno accompagnato in viaggio. Nello specifico il mio viaggio a Leshan, a vedere il Buddha gigante.
Quando mi sono trovato ai piedi di questa statua spettacolare del Buddha di Leshan, nel luogo dove si incontrano tre fiumi, ho pensato di volermelo portare a casa. Avevo bisogno di un souvenir. Difficilmente però, temevo, sarei riuscito a far passare 71 metri e diverse tonnellate di pietra nel bagaglio a mano. Ho quindi pensato a metodi per provare a portare a casa il tempo. Come avrei potuto catturare quel momento senza convertirlo in una serie di 0 e 1 sul mio cellulare o macchina fotografica?
E poi il colpo di genio:
Questa è una cover di Echoes dei Pink Floyd di Rodrigo y Gabriela. Incantevole. 20 minuti.
Ho preso il mio lettore mp3, ho messo la canzone, l'ho ascoltata tutta mentre mi sono fermato a contemplare il Buddha. C'è un passaggio della canzone soprattutto, dal minuto 14 al minuto 15.20 dove per me è come se si aprissero porte verso altri universi. Sei lì, ascolti questa canzone, e ti senti veramente di ESSERE, prima ancora di essere lì.
E quindi so esattamente quanto tempo ho osservato quel Buddha: 19 minuti e 32 secondi. Questo è il mio souvenir, incapsulato in quel lasso di tempo nella memoria.
Punto 6: vivono a Zihuatanejo. Chi conosce il film "Le ali della libertà" capirà!
Punto 7: del quale non ho nessun reperto audiovisivo: ho stretto la mano di Rodrigo al concerto. È stato grandioso! Avrei voluto fare altrettanto con la mia omonima, ma magari un'altra volta!
Sebbene non abbia reperti audiovisivi della famosa stretta di mano, ne possiedo altri del concerto. Cominciando da quello a me più caro, che potremmo definire il punto 8, che come il simbolo dell'infinito si riallaccia al punto 1: la loro performance della canzone 'Dublin', che hanno descritto come un momento difficile della loro vita. Un momento dove non avevano più soldi già dopo la prima settimana, ma da dove è cominciato tutto. Un momento difficile, ma di rinascita. Come lo è stato per me.